Omicidio Maldarella, cadono due aggravanti per i coniugi Moro

Il tribunale del riesame esclude la premeditazione ed i futili motivi. I due indagati restano in carcere, come il figlio Lorenzo e un minorenne

OSTUNI – Un primo importante risultato ai fini dell’affermazione delle tesi difensive è stato ottenuto dai legali di Domenico Germano Moro e della moglie Cinzia D’Amico, indagati assieme al figlio Lorenzo di 20 anni e a un 17enne per l’omicidio del commerciante Giuseppe Maldarella, avvenuto nella tarda serata di sabato 13 luglio a Ostuni in una stradina non lontana da viale Pola, via D’Azeglio.

Il tribunale del riesame di Lecce, in accoglimento parziale delle richieste degli avvocati Mario Guagliani e Vincenzo Lanzillotti, ha infatti escluso due delle aggravanti contestate ai coniugi Moro, quella della premeditazione e quella dei futili motivi. Insomma, per il riesame a Giuseppe Maldarella e alla moglie di questi non fu teso alcun agguato. Gli indagati avevano dichiarato infatti che la vittima aveva fatto irruzione nella loro casa di via D’Azeglio.

I difensori considerano importante questo primo risultato per l’accertamento delle effettive responsabilità dei Moro (difendono anche il figlio ed il 17enne), ma non escludono ulteriori impugnazioni, questa volta in Cassazione, una volta presa visione delle motivazioni del tribunale del riesame, che non saranno depositate tuttavia prima di settembre.

La scontro fatale tra le due famiglie fu innescato dalla fiera opposizione di Maldarella e della consorte alla relazione tra una loro figlia minorenne e Lorenzo Moro. Quando si recarono a casa della famiglia Moro, attorno alle 22,30 del 13 luglio, non vedevano la figlia da due giorni, ha rilevato la parte civile rappresentata dall’avvocato Delia Quaranta. La vittima gestiva un bar in piazzetta Matteotti, nel centro storico di Ostuni.

L’esame autoptico ha rilevato sul cadavere una ventina di lesioni, ma solo due o tre sarebbero le ferite mortali, tutte da coltello, tra cui una alla regione cardiaca e l’altra a un polmone. Agonizzante, Maldarella riuscì comunque a raggiungere la propria auto, una Fiat Punto bianca, nel tentativo di recarsi in ospedale, ma dopo poche decine di metri la vettura si schiantò contro il palo del semaforo tra via Garibaldi e via Fogazzaro.

Vano ogni soccorso da parte della sopraggiunta equipe del 118. In ospedale, a Ostuni, fu constatato il decesso di Maldarella. Immediato l’avvio delle indagini da parte degli agenti del commissariato di Ostuni e della Squadra mobile di Brindisi, diretti dal pm Livia Orlando, che nella notte fruttò il fermo di Lorenzo Moro, quindi nelle ore seguenti i fermi anche del padre e della madre, ed infine quello del 17enne.

Domenico Germano Moro e Cinzia D’Amico restano dunque in carcere indagati per omicidio volontario in concorso con l’aggravante legata all’impiego delle armi, in attesa delle prossime iniziative dei loro difensori.

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