Operaio agricolo schiacciato da una trebbiatrice su un terreno confiscato alla mafia

MESAGNE – La ruota della trebbiatrice su cui era a lavoro che lo schiaccia, subito dopo una caduta, sulle cui cause sono in corso gli accertamenti del caso. Sangue sui terreni di Libera Terra – fondata da Don Luigi Ciotti e condotta da don Raffaele Bruno - con l’incidente mortale sul lavoro avvenuto nel primo pomeriggio.

Si rimuove il cadavere del bracciante

MESAGNE – La ruota della trebbiatrice su cui era a lavoro che lo schiaccia, subito dopo una caduta, sulle cui cause sono in corso gli accertamenti del caso. Sangue sui terreni di Libera Terra – fondata da Don Luigi Ciotti e condotta da don Raffaele Bruno - con l’incidente mortale sul lavoro avvenuto nel primo pomeriggio.

A perdere la vita il 57enne, nato a San Vito dei Normanni, ma residente a Mesagne, Cosimo Semeraro, dipendente della ditta individuale del 31enne Domenico Lorenzo , imprenditore agricolo che ha la sua azienda al confine proprio con i terreni della cooperativa Libera Terr, per conto della quale stava eseguendo la mietitura del grano biologico. Erano circa le 15.30 quando l’incidente si è verificato in contrada Canali.

Semeraro era al lavoro nei campi insieme con altri due operai che si trovavano molto distanti rispetto a lui e che si sono accorti della tragedia solo quando ormai si era compiuta. Sono stati loro a fare il macabro rinvenimento avvisando i carabinieri di Mesagne, al comando del  maresciallo Gabriele Taurisano,  e della compagnia di San Vito dei Normanni con il luogotenente Domenico Longo, che sono intervenuti sul posto per i rilievi del caso.

Semeraro  pare sia morto sul colpo senza avere possibilità di scampo. La ruota passata sulla sua testa ne ha determinato lo schiacciamento. Su disposizione del procuratore aggiunto Nicolangelo Ghizzardi, il cadavere è stato trasferito nell’obitorio del cimitero di Mesagne dove, dopo il conferimento dell’incarico al medico legale Antonio Carusi, domani sarà svolta l’autopsia. Sul posto sono intervenuti l’ispettore dello Spesal Emilio Longo ed il personale del 118. Semeraro, coniugato, lascia moglie e tre figli.

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