Operativa la nuova sede della compagnia carabinieri di S.Vito

SAN VITO DEI NORMANNI - Erano anni terribili. In questo centro c'era una media giornaliera di attentati da far accapponare la pelle. C'erano notti che esplodevano contemporaneamente due bombe dinanzi a locali differenti. La farmacia Lamendola di attentati ne subì diversi. Contemporaneamente all'inaugurazione dell'associazione antiracket, la prima in Italia dopo quella aperta da Tano Grasso a Capo d'Orlando, in Sicilia, la malavita faceva esplodere un ordigno dinanzi al negozio del vice presidente.

Piero Argentiero 3 dicembre 2010

SAN VITO DEI NORMANNI - Erano anni terribili. In questo centro c'era una media giornaliera di attentati da far accapponare la pelle. C'erano notti che esplodevano contemporaneamente due bombe dinanzi a locali differenti. La farmacia Lamendola di attentati ne subì diversi. Contemporaneamente all'inaugurazione dell'associazione antiracket, la prima in Italia dopo quella aperta da Tano Grasso a Capo d'Orlando, in Sicilia, la malavita faceva esplodere un ordigno dinanzi al negozio del vice presidente.

San Vito, però, non si fece intimorire. L'allora sindaco Rosa Stanisci e il parroco don Angelo Quero salirono sulla barricata e iniziarono a combattere. Lo Stato si schierò dalla loro parte e decise, per dare un segnale forte, di collocare in questo centro la Compagnia carabinieri. Sono passati diversi anni. I sanvitesi sono riusciti a scacciare quella mala pianta, ma il progetto della Compagnia è andato avanti e oggi è realtà. La nuova sede è stata inaugurata questa mattina.

E' stata intitolata ad Angelo Petracca, carabiniere ausiliario ventenne,in servizio a Ceglie Messapica, ammazzato da alcuni rapinatori il 22 gennaio del 1990. "Finché ci saranno persone, militari, carabinieri come Angelo Petracca, la nostra civiltà, la sopravvivenza dei nostri valori è certa perché è in buone mani che ci consentono di avere speranze per il futuro", ha detto nel corso della inaugurazione il generale di corpo d'armata Maurizio Scoppa, comandante interregionale Ogaden, e all'epoca dell'uccisione di Petracca, comandante del gruppo provinciale di Brindisi.

La struttura è stata realizzata dal Provveditorato per le opere pubbliche per la Puglia su un'area di ottomila metri quadrati donata nel 2001 dal Comune di San Vito dei Normanni. E' composta di due palazzine per una superficie totale di 3.200 metri quadrati, con otto alloggi di servizio. La Compagnia, affidata al capitano Ferruccio Nardacci, è stata formalmente istituita nel maggio scorso e sinora era stata allocata nella vecchia stazione dell'Arma sulla via per Brindisi. Sotto la sua giurisdizione ci sono i Comuni di Carovigno, Ceglie Messapica, Latiano, Mesagne, San Michele Salentino e San Vito dei Normanni. Questa Compagnia si è aggiunta a quelle già esistenti di Brindisi, Fasano e Francavilla Fontana. Alla manifestazione erano presenti tutte le autorità militari, civili e religiose compreso il vescovo di Oria Vincenzo Pisanello e iI vertici del palazzo di giustizia. Presenti anche i tutti i sindaci, con relativi gonfaloni, dei Comuni che ricadono sotto la giurisdizione della compagnia di San Vito dei Normanni, la Croce rossa, le Associazioni antiracket, tanti studenti. Assenti i parlamentari del Brindisino. Unico presente l'on. Luciano Sardelli di S.Vito.

Poco prima del taglio del nastro, sono stati scoperti il busto (realizzato dallo scultore Valente di Ostuni su incarico dei Comuni di San Vito e di Ceglie Messapica) dedicato ad Angelo Petracca e la grande targa di marmo recante le motivazioni per le quali fu riconosciuta a Petracca la medaglia d'oro al valor militare, oggi appuntata sul petto della sorella Franca che ha scoperto prima il busto e poi la lapide. E subito dopo, sempre con alla sua sinistra il generale Scoppa e alla sua destra il generale Aldo Visone, comandante della Regione carabinieri Puglia, ha tagliato il nastro tricolore che due ragazze con i colori dell'Arma tenevano teso dinanzi all'ingresso della compagnia.

L'intitolazione della compagnia ad Angelo Petracca è stata voluta dal comandante provinciale dell'Arma, colonnello Ugo Sica. Quando è arrivato a Brindisi è rimasto sorpreso che non ci fosse nulla, tranne a Ceglie Messapica una targa attaccata sul muro e il nome della via nella quale il giovane milite fu assassinato. Ed ha ritenuto doveroso che a distanza di venti anni, dato che nemmeno i colpevoli di quell'omicidio sono stati assicurati alla giustizia, almeno ci fosse una struttura dell'Arma che portasse il suo nome, per ricordare l'atto eroico di questo ragazzo, libero dal servizio, a pochi giorni dalla conclusione del servizio come ausiliario, saputo della rapina, impugnò la sua arma di ordinanza e corse a piedi incontro a rapinatori, i quali appena lo videro, gli spararono addosso.

Subito dopo il taglio del nastro e la benedizione impartita da don Nicola, cappellano militare, ci sono stati i discorsi. Ha preso per primo la parola il colonnello Sica. Ha rivolto un "ringraziamento speciale alla sorella e al fratello e un dolce saluto e un ricordo alla mamma che solo qualche fa è venuta a mancare del carabiniere Angelo Petracca" ed ha ringraziato tutti coloro che con il loro impegno, dagli operai al Provveditorato alle opere pubbliche, alla sua scala gerarchica, al Comune di San Vito che ha donato il terreno sul quale è stata realizzata la struttura.

Il colonnello Sica ha sottolineato che si tratta di una struttura modernissima, dotata di attrezzature e strumenti sofisticati e all'avanguardia. Ed ha aggiunto: "Oggi la situazione dell'ordine e la sicurezza dei cittadini è migliorata, ma, giustamente, la richiesta di sicurezza dei cittadini è aumentata, l'esigenza da parte di tutti della salvaguardia della persona, della proprietà, dell'ambiente, della cultura della legalità, della solidarietà e giustizia è sentita con sempre più forza. Questo Comando ha una notevole importanza strategica e operativa. Esso infatti dal momento della sua istituzione ha migliorato notevolmente il coordinamento e gli sforzi che tutta la nostra organizzazione compie giornalmente per la salvaguardia del territorio. Inoltre ha sgravato ed alleggerito il raggio di competenza istituzionale delle altre Compagnia della provincia. Inoltre ha ringraziato lo Stato che," in momento quanto mai difficile per l'economia del paese è stato grande e noi cercheremo di ripagare questa fiducia come consuetamente sappiamo fare: con impegno deciso e altissima determinazione".

Subito dopo ha preso la parola il generale Scoppa. Anche lui ha ricordato il carabiniere Petracca, del suo gesto eroico, dell'importanza della presenza sul territorio dell'Arma dei carabinieri, "della necessità di rafforzare la presenza per rispondere a richieste pressanti di sicurezza di un territorio che rischiava di essere sopraffatto dalla malavita". Nel suo discorso il generale Scoppa ha anche ricordato un altro valoroso carabiniere, vittima nel brindisino della violenza della malavita: il maresciallo Antonio Dimitri, nativo di Manduria, assassinato il 14 luglio del 2000 a Francavilla Fontana, al quale nel 2004 è stata intitolata la caserma carabinieri di San Donaci.

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