Pronti i Cacciatori di Puglia: la nuova risposta alle mafie locali

Due plotoni elitrasportati con base sul Gargano, dove operano i clan più feroci, ma raggio d'azione molto vasto

Una parte dello Squadrone Cacciatori di Puglia con l'assessore regionale Piemontese

Ora anche la criminalità pugliese, dopo quella calabrese, sarda e siciliana, dovrà vedersela con loro, i baschi rossi dei Cacciatori dell’Arma dei Carabinieri. Da oggi è infatti operativo con base sul Gargano lo Squadrone Cacciatori di Puglia, con 57 unità distribuite in due plotoni elitrasportabili, addestrati per alcune settimane presso il Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania” (alcuni dei Cacciatori provengono proprio da quella unità).

Lo squadrone è acquartierato presso la base dell’Aeronautica Militare di Jacotenente, in territorio di Vico del Gargano, ma  anche se il suo compito principale sarà quello di rendere la vita impossibile alla feroce mafia che controlla il promontorio, si tratta di una unità molto flessibile che potrà intervenire anche in regioni vicine o di supporto ai reparti territoriali in tutta la Puglia in determinate situazioni.

Gli squadroni dei Cacciatori, come molti sanno, sono già operativi da molti anni in Calabria e in Sardegna (esattamente dall’1 luglio del 1991 in Aspromonte, e dall’1 settembre 1993 nella base di Nuoro), mentre è di recente istituzione, dal 13 maggio dello scorso anno, quello della Sicilia. In questi  reparti l’addestramento, l’equipaggiamento, le tecnologie e la capacità di infiltrazione rapida e di operatività diurna e notturna tipici di una unità militare specializzata, si coniugano all’intelligence e alle capacità investigative.

I Cacciatori indagano, individuano i sospetti o i latitanti, li seguono, li controllano con lunghi appostamenti, ricostruiscono e identificano le reti di favoreggiatori, i nascondigli, poi intervengono su qualsiasi tipo di terreno: abitati, boschi, montagna, sottosuolo. La selezione dei volontari che chiedono di entrare in queste unità è a maglie molto strette, la sopportazione dei disagi operativi molto elevata.

Ma, come hanno spiegato oggi a Foggia il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, e il comandante generale dell’Arma, generale Giovanni Nistri, i Cacciatori di Puglia potranno essere impiegati anche per individuare piantagioni di droga in zone impervie, partecipare ad operazioni di soccorso, supportare altri reparti dei carabinieri in operazioni anticrimine complesse.

La scelta della sede in una base aerea (alla cerimonia oggi c’era anche il generale Enzo Vecciarelli, capo di stato maggiore dell’Aeronautica Militare) corrisponde a ciò che è già avvenuto in Calabria, Sardegna e Sicilia. Gli squadroni devono potersi muovere rapidamente, raggiungere le aree operative ed essere estratti riducendo al massimo i tempi morti. Ma il loro regno è la notte: le perlustrazioni e gli appostamenti notturni, per intercettare gli spostamenti dei latitanti, di armi, droga, fiancheggiatori.

Si apre un altro capitolo della lotta alla criminalità organizzata in Puglia, con la decisione di istituire la nuova unità di Cacciatori assunta e annunciata lo scorso anno dal precedente governo assieme all’Arma dei Carabinieri. “La nascita di un presidio così specializzato suggella un lavoro di profonda riorganizzazione, cominciato un anno fa, all’indomani di una strage di mafia che aveva sconvolto l’intero Paese: un anno dopo c’è una Puglia dotata di più uomini e mezzi in grado di contrastare il crimine”, ha detto l’assessore regionale Raffaele Piemontese, intervenendo stamattina alla cerimonia.

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