Operazione Smart, sesto arresto

BRINDISI - Come previsto, anche il sesto indagato dell'Operazione Smart, l'indagine sulle pressioni estorsive ai danni di Francesco Sammarco, soggetto noto alla giustizia con precedenti per rapina, attuate dal gruppo capeggiato da Sandro Polito, altro elemento della mala brindisina, è finito nelle mani della sezione antiracket della Squadra mobile.

Alessandro Polito tradotto al carcere

BRINDISI - Come previsto, anche il sesto indagato dell'Operazione Smart, l'indagine sulle pressioni estorsive ai danni di Francesco Sammarco, soggetto noto alla giustizia con precedenti per rapina, attuate dal gruppo capeggiato da Sandro Polito, altro elemento della mala brindisina, è finito nelle mani della sezione antiracket della Squadra mobile.

Danilo Scapecchi, 20 anni, che nella vicenda ha svolto il ruolo di esattore per conto di Sandro Polito, è stato bloccato anel porto di Brindisi a Costa Morena, appena sceso da un traghetto proveniente dalla Grecia, dove era in vacanza, da un gruppo di investigatori che gli hanno notificato l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta del pm Valeria Farina Valaori.

L'operazione "Smart" era iniziata giovedì con due fermi, quello di Sandro Polito e quello del suo braccio destro Davide Fontò, ed è proseguita ieri, sabato 14 luglio, con tre ordinanze di custodia cautelare, quando in carcere è finito il fratello di Sandro Polito, Gianluca, mentre Antonio Lioce, 31 anni, era giàù detenuto per altro e la moglie di questi Antonietta Altavilla, 36 anni, è stata assegnata agli arresti domiciliari.
Polito pretendeva da Sammarco un costoso atto di sottomissione (una Smart, quella della fidanzata della vittima) più 4mila euro, per "dimenticare" di essere stato minacciato con una pistola dallo stesso Francesco Sammarco dopo un furto a casa della nonna di questi. A maggio dopo questo episodio la vittima era stata inseguita e picchiata a sangue da Gianluca Polito e da un'altra persona, e per salvarsi era stato costretto a chiamare la polizia. Come ha dovuto fare il 7 luglio, quando Sandro Polito aveva minacciato ritorsioni contro la fidanzata se non avesse liquidato l'intera somma richiesta. L'auto era stata invece già consegnata.

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