Ordinanze di demolizione sull'enclave di due imprenditori agricoli

Dopo un sopralluogo in contrada La Mea dei tecnici comunali nella scorsa estate. Verbali ai carabinieri, denunciate otto persone per abusi edilizi

La planimetria del complesso edilizio in contrada La Mea. Sotto, il municipio e la stazione carabinieri di Cellino San Marco

CELLINO SAN MARCO – I servizi tecnici e urbanistici del Comune di Cellino San Marco mettono piede in contrada La Mea in un complesso di abitazioni, strutture di servizio e depositi di proprietà di noti imprenditori vitivinicoli del luogo, e ne nasce da un lato una pioggia di ordinanze di demolizione, intimazioni al ripristino dello stato dei luoghi e in qualche caso di riassegnazione alla destinazione originaria di manufatti realizzati in assenza di autorizzazioni; e dall’altro una indagine dei carabinieri della stazione locale dell’Arma, i quali dopo aver ricevuto copia degli atti dal Comune (trasmessi anche alla Polizia locale), hanno proceduto con denunce per violazioni urbanistiche nei confronti di otto persone.

E’ questo al momento il bilancio di una attività amministrativa prima, e poi penale, nata da un sopralluogo accurato ed esteso condotto il 4 agosto scorso dai tecnici comunali di Cellino San Marco. Tutte le determine del dirigente del servizio sono affisse all’albo pretorio da alcuni giorni, mentre le denunce sono più recenti, del 21 gennaio. Dire che a Cellino la notizia ha avuto un forte impatto è probabilmente riduttivo, perché delle opere realizzate in contrada La Mea si parlava e favoleggiava da tempo. Ora tutto passerà al vaglio della procura sulla base della relazione dei carabinieri, incluse le controdeduzioni delle persone coinvolte.

Il sopralluogo del 4 agosto

Il 4 agosto del 2018 i servizi comunali passarono al vaglio tutte le strutture presenti sulle numerose particelle di terreno in cui è frazionato il complesso di contrada La Mea. Con i seguenti esiti. Sulla particella  228 del foglio 24 appartenente ad una notissima cantina del luogo, un locale tecnico di 50 metri quadrati per 144 metri di volumetria risulta realizzato in assenza di qualsiasi documentazione ed autorizzazione, pertanto va demolito entro 90 giorni dalla notifica dell’ordinanza, con ripristino dello stato dei luoghi, altrimenti sarà acquisito al patrimonio comunale.

Sulla particella 917 del foglio 15, secondo gli atti catastali, che risulta appartenere ai coniugi E.F. e V.N.  entrambi deceduti, è stato individuato un fabbricato, identificato come corpo 8 nella planimetria allegata alla presente ordinanza, per il quale non sono stati trovati documenti che legittimano la sua costruzione e pertanto deve essere considerato totalmente abusivo.

Il municipio di Cellino S.Marco

Le opere intestate a una seconda azienda agricola

La maggior parte delle opere ritenute abusive ricade su immobili di un’altra società agricola. Il corpo 9 è un fabbricato a prevalente destinazione residenziale; il corpo 3 è una maggiore consistenza del fabbricato a servizio della adiacente piscina; il corpo 4 è un fabbricato con destinazione produttiva e direzionale dell’azienda; il corpo 5 è un fabbricato con destinazione produttiva; il corpo 7 è un fabbricato con destinazione non residenziale composto da un trullo e un porticato, spiega l’ordinanza comunale.

A proposito di questi immobili, è stato accertato nel corso del sopralluogo che per il corpo 1 sono stati realizzati abusivamente ampliamenti per complessivi 326,54 metri quadrati e 2.608,35 metri cubici di volumetria corrispondente. Il corpo 3, che sviluppa una superficie coperta di 508,00 metri quadrati e un volume di 2.089,00 metri cubici, e la piscina adiacente sono stati realizzati in assenza del richiesto permesso di costruire.

Sul corpo 4 è stato effettuato un mutamento di destinazione d'uso dei locali originariamente destinati a stalle a locali direzionali e ufficio ; il corpo 5 è stato ampliato, a sud-est per metri quadrati 264,80 e 1.641,76 metri cubici. Il corpo 7 che sviluppa una superficie coperta di 80,00 metri quadrati e un volume di 270,00 metri cubici è stato realizzato in assenza del richiesto permesso di costruire.

Per le seguenti, tra le situazioni elencate,  il Comune ha ordinato la demolizione delle opere e dei manufatti edilizi e degli ampliamenti realizzati in assenza di idoneo titolo edilizio: gli ampliamenti del corpo 1 realizzati abusivamente; gli ampliamento a sud-est del corpo  5; per la costruzione del corpo 7 composto da un trullo e un porticato per una superficie coperta. Ripristino della originaria destinazione a stalle, invece, per il corpo 4.

Inoltre, accertato che il corpo 3 e la piscina adiacente sono stati realizzati in assenza del richiesto permesso di costruire ingiunge alla società interessata e ai proprietari la demolizione di queste opere il ripristino dello stato dei luoghi.

La stazione carabinieri di Cellino S.Marco

Le persone denunciate per gli abusi edilizi

Sulla base degli accertamenti tecnici, i carabinieri della stazione di Cellino San Marco, il 21 gennaio hanno denunciato A.M di 75 anni, M.M. di 51 anni, A.M. di 48 anni, G.M. di 43 anni, R.F. di 61 anni, M.F. di 57 anni, P.F. di 55 anni, F.F. di 24 anni, tutti di Cellino. Tutti sono stati deferiti alla procura di Brindisi per abusi edilizi per gli abusi rilevati nel complesso di contrada La Mea, sulla provinciale 78 Sandonaci-Tuturano e sulla provinciale 51 Cellino San Marco-Oria.

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