“Ostuni ingrata, vendo la villa e le vacanze le passo in barca con Eva Cavalli”.

OSTUNI - “Hanno vinto i miei vicini di casa. Mi arrendo. Sono stufa di questa guerra. Lascio Ostuni, vendo la villa e saluto la Puglia. Vado in vacanza in barca, con Eva Cavalli”. Sfogo a sorpresa della reporter dell’Alta moda, Mariella Milani, che alla stampa annuncia: “I miei vicini stiano tranquilli, non mi vedranno più. Vendo tutto. Anzi se qualcuno di loro fosse interessato ad acquistare quella che sognavo potesse essere la mia dimora estiva, si facesse pure avanti”. Giunta al culmine, dunque, tra i viottoli di Monticelli (lungo il litorale della Città bianca), la querelle tra la giornalista Rai e alcuni residenti del villaggio, che a più riprese le avrebbero contestato i lavori di ristrutturazione avviati all’interno della sua villa, con vista sulla scogliera.

Mariella Milani a Monticelli

OSTUNI - “Hanno vinto i miei vicini di casa. Mi arrendo. Sono stufa di questa guerra. Lascio Ostuni, vendo la villa e saluto la Puglia. Vado in vacanza in barca, con Eva Cavalli”. Sfogo a sorpresa della reporter dell’Alta moda, Mariella Milani, che alla stampa annuncia: “I miei vicini stiano tranquilli, non mi vedranno più. Vendo tutto. Anzi se qualcuno di loro fosse interessato ad acquistare quella che sognavo potesse essere la mia dimora estiva, si facesse pure avanti”. Giunta al culmine, dunque, tra i viottoli di Monticelli (lungo il litorale della Città bianca), la querelle tra la giornalista Rai e alcuni residenti del villaggio, che a più riprese le avrebbero contestato i lavori di ristrutturazione avviati all’interno della sua villa, con vista sulla scogliera.

In Puglia sono nata (a Bari, ndr), in Puglia desideravo trascorrere in serenità le mie vacanze. Un sogno infranto, di fronte agli attacchi e alle continue ritorsioni di alcuni residenti del villaggio. Aggredita verbalmente, trascinata in tribunale per presunti (e come dimostrerò, del tutto inesistenti) abusi edilizi, fatta oggetto, come di recente, di atti vandalici, additata come disturbatrice della quiete pubblica (avendo osato ospitare nella mia casa, in occasione delle feste per il mio compleanno, il gotha della moda nazionale e internazionale): questo è il ringraziamento. Sono esausta. Non posso combattere ad armi pari con questi signori e soprattutto  con chi sul territorio ha influenze e contatti consolidati. Ho dovuto scontrarmi dapprima contro l’ira di un commerciante assai noto in città (Giuseppe Sasso, ndr), e quest’anno finanche con un noto imprenditore (Dino Marseglia, ndr), peraltro ospitato in villa lo scorso anno, con altre 12 persone al seguito, in occasione della mia festa. Questo è troppo”.

Al centro dell’ultima controversia, un muro di cinta ai confini con il demanio che la giornalista avrebbe realizzato lungo il perimetro di un terreno situato a ridosso della sua villetta: “Cinquanta centimetri di pietra a secco attorno alla mia proprietà, recinzione realizzata con tutte le autorizzazioni di legge. Eppure mi stanno contestando”, sbotta.

Ma i vicini, non ci stanno. Ribadiscono le accuse e rilanciano: “Non può passare per vittima chi riteneva di poter agire all’interno del villaggio fuori da ogni regola, come hanno già sentenziato peraltro i Giudici, in riferimento agli abusi commessi in sede di ristrutturazione della villa della famiglia Milani. E sull’ultimo contenzioso instaurato, relativo alla realizzazione del muretto a secco, ribadiscono: “Quel terreno - si legge nella denuncia sottoscritta di recente da Marseglia, Sasso ed altri residenti di Monticelli - è soggetto a vincolo paesaggistico e quand’anche i lavori dovessero limitarsi alla recinzione del lotto in questione di fatto costituiscono una evidente privatizzazione di un suolo urbanisticamente deputato ad uso collettivo, pregiudicando definitivamente anche l’amenità del paesaggio e configgendo con i diritti acquisiti dai consorziati del villaggio di Monticelli, a partire dalla servitù di passaggio che su quel terreno viene dagli stessi villeggianti esercitata da oltre trent’anni”.

La Milani fugge ferita, dunque: “Qui non c’è stile”, chiosa. I villeggianti replicano: “Non accettiamo lezioni di stile. Risponda, piuttosto, dei presunti abusi”.

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