Outlet delle Hogan: abusivo

OSTUNI – Blitz della polizia nell’outlet abusivo. Nelle rete degli agenti, una valanga di Hogan. E per Giacomo Errico (45 anni, volto noto alle forze dell’ordine, già sottoposto al regime degli arresti domiciliari per vecchie pendenze, ed in passato incappato in reati specifici) è scattata una nuova denuncia a piede libero.

Al centro, il vice questore Francesco Angiuli

OSTUNI – Blitz della polizia nell’outlet abusivo. Nelle rete degli agenti, una valanga di Hogan.  E per Giacomo Errico (45 anni, volto noto alle forze dell’ordine, già sottoposto al regime degli arresti domiciliari per vecchie pendenze, ed in passato incappato in reati specifici) è scattata una nuova denuncia a piede libero.

Il blitz della polizia è stato eseguito nella serata di ieri, all’esito di una complessa operazione di polizia giudiziaria predisposta dal Dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza della Città bianca, Francesco Angiuli, allo scopo di contrastare il fenomeno della falsificazione e vendita di prodotti griffati, ha sequestrato un ingente quantitativo di calzature e capi di abbigliamento, rinvenuti all’interno di un locale situato nei pressi di viale Pola e risultato nelle disponibilità di Errico.

Gli accertamenti preliminari, l’attività di osservazione, l’irruzione e la conseguente perquisizione, hanno consentito agli agenti di individuare un autentico deposito-bazar di articoli falsificati, allestito a due passi dal principale corso commerciale di Ostuni, a brevissima distanza  dall’abitazione di Errico. Da giorni la polizia teneva sottocontrollo il box, ubicato nella parte interrata della palazzina.

Rintracciato dagli agenti, Errico avrebbe negato ogni coinvolgimento nella vicenda. Poco dopo, però, nella sua abitazione gli agenti hanno rinvenuto chiavi e telecomandi di pertinenza del “negozio abusivo”. In uno dei  locali, è stata rinvenuta una autentica vetrina in cui erano messi in bella mostra scarpe e altri capi di abbigliamento; in un altro ambiente, è stata rinvenuta una motocicletta di grossa cilindrata (“Triumph” modello “Speed Triple”, con relativo casco da motociclista) che era stata notata in una villetta di campagna al momento della rocambolesca cattura del latitante Matteo Lacorte (cognato di Errico ed estraneo, comunque ai fatti contestati nella circostanza a quest’ultimo), avvenuta qualche mese addietro, in esecuzione di una ordinanza per un cumulo di pene disposto dalla Procura Generale di Bari.

In particolare, gli agenti hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro circa 300 scatole (falsificate) contenenti calzature recanti marchi contraffatti: (“Hogan”, “Nike”, tutto in tarocco), nonché un ingente quantitativo di pantaloni del tipo jeans “9.2”. Sul fatto che si trattasse di un autentico “negozio  clandestino”, gli investigatori non hanno dubbi. Lo proverebbe del resto, sottolineano gli stessi inquirenti, l’esistenza di  una “contabilità parallela”, costituita da vari block notes (rinvenuti e sottoposti a sequestro), contenenti numerosi appunti: per lo più conteggi di vario genere, palesemente riferibili, secondo l’accusa, all’attività di compravendita del materiale posto sottosequestro.

E le indagini proseguono proprio su questo fronte.  Al vaglio degli investigatori, ci sarebbero diversi nomi di persone, appuntate sui fogli, insieme ad abbreviazioni, acronimi, cifre, conteggi ed altro. Un linguaggio in codice, da cui si rileva, spiega la polizia, l’evidente intendimento di coprire l’attività di frode.

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Tutto il materiale rinvenuto nel corso del blitz,  è stato posto sottoposto, a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Le indagini proseguono, anche al fine di individuare ulteriori complici, impegnati a vario titolo nell’attività di contraffazione e vendita, con particolare riferimento  a vettori e agenzie di trasporti compiacenti.

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