Palasport inagibile: chiesto giudizio

TORRE SANTA SUSANNA - Quei lavori furono eseguiti in estrema economia. E il palasport non resistette alla prova del vento, nel luglio 2010 si scoperchiò parzialmente. Ora rischia il processo il legale rappresentante dell’impresa edile che effettuò i lavori.

Il palasport di Torre S.Susanna

TORRE SANTA SUSANNA - Quei lavori furono eseguiti in estrema economia. E il palasport non resistette alla prova del vento, nel luglio 2010 si scoperchiò parzialmente. Ora rischia il processo il legale rappresentante dell’impresa edile che effettuo’ i lavori di realizzazione del palasport di Torre Santa Susanna che il 18 luglio 2010 fu parzialmente scoperchiato da una tromba d’aria e poi posto sotto sequestro.

Stamani il gip Paola Liaci ha fissato l’udienza preliminare per il 12 novembre prossimo: vi era stata richiesta di giudizio immediato, formulata dal pm inquirente, Raffaele Casto, a carico di Eduardo Sale, 51 anni, di Nocera inferiore, amministratore della Eredi Sale Antonio Srl di Nocera Inferiore, imputato di rovina di edifici e frode in pubblica fornitura. E’ accusato di aver utilizzato materiale diverso da quello prescritto dall’appalto ricevuto dal Comune di Torre Santa Susanna il 21 gennaio 2004.

I lavori furono eseguiti dal 2008 al 2009. Stando a quanto riportato nel capo d’imputazione avrebbe usato Osb fenolico, anziché multistrato fenolico, come previsto dall’elenco prezzi, chiodi lisci arrugginiti, anziché chiodi zigrinati e per coprire il tetto una guaina non adatta al contatto per esterno. Furono gli amministratori comunali a presentare un esposto in procura, in particolare il sindaco di Torre Santa Susanna, Costantino Galasso e l’allora assessore al Contenzioso, Serena Missere.

Nel novembre scorso la richiesta di riconoscimento di 546.415,49 euro da parte dell’impresa Eredi Sale Antonio Srl, che realizzò il contestato palazzetto dello sport di Torre Santa Susanna, fu dichiarata in parte inammissibile e in parte infondata dal collegio arbitrale, e quindi respinta (spese di arbitrato e spese legati compensate tra le parti).

L’intera gestione dell’appalto, inclusa un variante in corso d’opera chiesta ed ottenuta dall’impresa di ben 400mila euro di costo complessivo per il Comune di Torre S. Susanna, le certificazioni di collaudo e la presa in consegna dell’opera da parte della passata amministrazione di centrodestra erano però, dal giorno di quella tromba d’aria, sub judice sia dal punto di vista penale (sequestro immediato da parte dei carabinieri e avvio dell’inchiesta), che civilistico, e in quest’ultimo caso l’amministrazione civica attuale – che ha seguito una linea assolutamente opposta alla giunta precedente – aveva ottenuto dal magistrato un sequestro conservativo per 300mila euro.

Anche il procedimento penale ha fatto il suo corso: chiuse le indagini il pm, Raffaele Casto ha formulato richiesta di giudizio immediato. Per il gip non si può saltare l’udienza preliminare, fissata il 12 novembre prossimo: sarà allora che si deciderà se è necessario un approfondimento dibattimentale.

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