“Abiti griffati e gioielli acquistati con denaro della coop”

Processo per il presidente: accusato di peculato e anche di estorsione: avrebbe costretto i dipendenti a restituire parte degli stipendi

OSTUNI – Denaro pubblico speso anche per acquistare abiti griffati, gioielli e mobili per 143.750,10 euro. Denaro che il legale rappresentante del consorzio E.R. Onlus, gestore della comunità riabilitativa assistenziale psichiatrica San Vincenzo, avrebbe incassato dalla Asl di Brindisi, dopo l’emissione di fatture, per prestazioni in favore dei 14 pazienti, ospiti della struttura.

Le accuse di peculato ed estorsione

Gli uffici della procura e del gip a BrindisiLa Procura ha ottenuto il processo per Rocco Errico, 69 anni, di Ostuni, a conclusione delle indagini, contestando l’accusa di peculato, in relazione alle spese per finalità diverse da quelle legate alle esigenze della coop di cui era legale rappresentante in qualità di “incaricato di pubblico servizio”, perché la comunità – stando alla documentazione acquisita – è “accreditata presso la Regione Puglia”. L’ostunese, inoltre, è stato rinviato al giudizio del Tribunale di Brindisi anche con l’accusa di estorsione, quest’ultima mossa perché avrebbe “costretto otto dipendenti a restituire parte delle somme ricevute a titolo di retribuzione”. Alcuni lavoratori, sempre secondo l’impostazione accusatoria, sarebbero stati costretti ad accettare compensi inferiori rispetto a quelli indicati nelle buste paga, dietro minaccia di essere licenziati o che la struttura sarebbe stata chiusa, con conseguente perdita del posto di lavoro.

Il processo

Sarà, quindi, un processo a stabilire cosa sia successo e se siano o meno ravvisabili condotte penalmente rivelanti in capo al legale rappresentante della coop che gestiva la comunità.

La prima udienza si svolgerà in primavera, dinanzi al Tribunale in composizione collegiale. L’imputato ha sempre respinto le accuse e ha affidato la propria difesa all’avvocato Antonio Maria La Scala del foro di Bari. Per dimostrare la propria innocenza, l’imputato ha rinunciato a riti alternativi scegliendo il dibattimento.

Le parti civili

domenico attanasi-2L’udienza preliminare si è svolta nella mattinata di oggi, di fronte al gup Vittorio Testi. L’accusa è stata sostenuta dal sostituto procuratore Giovanni Marino. Il gup ha ammesso la costituzione di due dipendenti della struttura assistenziale, entrambe rappresentate in giudizio dall’avvocato Domenico Attanasi (nella foto accanto) del foro di Brindisi. Parte lesa è stata riconosciuta anche la Regione Puglia, nella persona del governatore pro tempore. Spetta, di conseguenza, alla Giunta di Michele Emiliano decidere se presentare o meno istanza di costituzione ai fini della richiesta di risarcimento dei danni. C’è tempo sino alla prima udienza del dibattimento.

Quanto alle due dipendenti, il penalista ha quantificato in 50mila euro a testa i danni patrimoniali, ai quali dovranno essere aggiunti quelli morali, legati alle condotte contestate nel capo di imputazione.

Intercettazioni e fatture Asl

Fonti di prova sono l’informativa della Guardia di Finanza di Ostuni, depositata il 28 luglio 2014, intercettazioni telefoniche e ambientali nonché le dichiarazioni rese da alcuni dipendenti che prestavano servizio nella comunità.

Le contestazioni sono state mosse con riferimento all’arco temporale che va dal 2011 sino al mese di luglio 2014. Per le somme di denaro, il pubblico ministero sostiene siano state oggetto di “indebita appropriazione, in più circostanze”: il “denaro pubblico – si legge nel capo d’imputazione – era erogato per finalità di pubblico interesse”, essendo “ricevuto a fronte di pagamenti delle fatture emesse nei confronti della Asl di Brindisi per prestazioni di servizi per i 14 pazienti psichiatrici, meditante l’annotazione  nell’impianto contabile  di costi di gestione non inerenti l’attività esercitata nella struttura sanitaria e/o spese per finalità diverse da quelle indicate nella delibera  della Giunta della Regione Puglia”. Il provvedimento dell’esecutivo risale al 26 febbraio 2008.

Le spese per abiti e gioielli

Nella specie, ci sarebbero stati “acquisiti di capi di abbigliamento griffati, mobilio, sanitari, gioielli e derrate alimentari in quantità notevolmente eccedenti le esigenze degli ospiti della comunità, per un ammontare complessivo di 143.750,10 euro”. Contestata l’aggravante di aver cagionato  un danno patrimoniale di rilevante entità.

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Commenti (1)

  • Questo è un metodo che adottano tanti imprenditori, sia piccoli che grandi... Pagano uno stipendi a norma di legge ma. Di fatto poi si fanno restituire la metà, un accordo accettato da molti pur di lavorare sotto pagati e umiliati...

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