Pensioni, poliziotti arrabbiati

BRINDISI – Sindacati di polizia sul piede di guerra anche a Brindisi, come in tutta Italia, in vista della rivisitazione da parte del governo del sistema previdenziale. Riuscite ad immaginare un poliziotto di oltre 70anni che insegue un delinquente giovanissimo - magari per giunta anche a piedi vista la mancanza di soldi anche per la benzina – solo perché sono cambiati i requisiti per il pensionamento e dovrà lavorare per cinque anni più, grosso modo, rispetto a quanto non gli toccherebbe con le attuali regole?

Un gruppo di poliziotti davanti alla prefettura

BRINDISI – Sindacati di polizia sul piede di guerra anche a Brindisi, come in tutta Italia, in vista della rivisitazione da parte del governo del sistema previdenziale. Riuscite ad immaginare un poliziotto di oltre 70anni che insegue un delinquente giovanissimo - magari per giunta anche a piedi vista la mancanza di soldi anche per la benzina – solo perché sono cambiati i requisiti per il pensionamento e dovrà lavorare per cinque anni più, grosso modo, rispetto a quanto non gli toccherebbe con le attuali regole?

Se le intenzioni del governo non dovessero mutare probabilmente il paradosso al quale si rischierà di assistere sarà proprio questo. La vicenda che sembrerebbe comica se non fosse tragica, non coinvolge solo la polizia, ma anche i carabinieri, la guardia di finanza e le forze armate, in sostanza tutto il comparto sicurezza. “Il problema – spiega Marcello Capodieci del Silp Cgil - è che a 42 anni di contribuzione, se un agente di polizia entra in servizio a 25 anni, non arriverà mai”.

E allora tutti in piazza davanti alle prefetture d’Italia per un volantinaggio al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema di un intero comparto che tra tagli alla spesa e pensioni diventa sempre più tartassato. Quello però non va giù è l’assoluta assenza del dialogo tra governo e sindacati.  Le organizzazioni sindacali della Polizia di Stato Siap-Coisp-Anfp e dell'Osservatorio sindacale provinciale di Brindisi comprendente le sigle Silp Cgil-Siulp e Sap, si sono ritrovati in segno di protesta dalle 10 alle ore 13 anche in  Piazza Santa Teresa  davanti alla sede della Prefettura di Brindisi.

“La volontà del governo di umiliare il personale della Polizia di Stato e delle altre amministrazioni del comparto sicurezza e Difesa – dicono -, con la previsione di modificare in maniera assolutamente penalizzante il nostro sistema previdenziale, mostrando totale indifferenza della specificità del lavoro che siamo chiamati a prestare, ci obbliga ad assumere toni fortissimi nei confronti del governo e ad alzare il livello della nostro denuncia così da renderla pubblica”.

A seguito delle proteste delle segreterie nazionali, il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Elsa Fornero ha comunicato di essere intenzionata ad incontrare le organizzazioni di categoria e i Cocer per carabinieri e guardia di finanza. “Al momento sono solo buoni propositi” dicono i sindacati “ma non è stata né comunicata né fissata una possibile data per l'incontro. Comunque speriamo che l'incontro non sia solo interlocutorio ma che ci sia da parte del governo l'intenzione reale di tenere conto delle richieste dei sindacati e delle reali esigenze degli operatori della sicurezza”.

I sindacati di polizia – dal livello nazionale a quello locale - lamentano che il governo, violando le regole previste per legge in materia di pensioni e previdenza complementare, prosegue nella mancata convocazione dei sindacati di polizia, per un confronto di merito sulla materia previdenziale, che comprende l’emanazione del regolamento di armonizzazione nonché l’avvio della previdenza complementare.

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