Una domenica con la bomba: quasi tutta Brindisi evacuata

Definite nel corso di un vertice in prefettura le linee guida di uno dei piani di evacuazione più massicci mai visti in Italia, dalla fine della seconda guerra mondiale. Solo i rioni Casale e Paradiso non rientrano nella zona rossa

L'area cerchiata comprende la zona rossa. Nel cerchio più piccolo, il luogo in cui si trova la bomba

BRINDISI – Sarà una delle più grandi evacuazioni mai viste in Italia, dalla fine della seconda guerra mondiale. Circa 50mila persone per almeno 5-6 ore dovranno lasciare le proprie abitazioni durante le operazioni di rimozione della bomba d’aereo trovata all’esterno del maxi cinema Andromeda di Brindisi, durante i lavori di realizzazione di nuove sale. 

Solo i rioni Paradiso e Casale, oltre alla frazione di Tuturano, non rientrano nella zona rossa tracciata sulla mappa della città: un’area compresa in una circonferenza con raggio di 1,617 chilometri che include il centro e i quartieri Bozzano, Commenda, Sant’Angelo, Sant’Elia, Santa Chiara, Cappuccini, Minnuta, Perrino, San Paolo, La Rosa. L’ospedale Perrino, esterno al perimetro, non dovrà essere evacuato. Discorso differente, invece, vale per la clinica Salus. 

Evacuazione bomba, vertice in prefettura-5

Le linee guida del piano sono state messe a punto nel corso di un vertice che si è svolto stamattina in prefettura. Intorno al tavolo presieduto dal prefetto di Brindisi, Umberto Guidato, si sono riuniti gli artificieri dell'undicesimo reggimento Genio guastatori di Foggia, i rappresentanti di istituzioni e forze dell’ordine. Sono circa 30 gli enti (dall’amministrazione comunale all’Asl, passando per la Protezione civile, la Croce rossa, i vigli del fuoco e altri soggetti ancora) coinvolti in quella che si preannuncia un’operazione di dimensioni mastodontiche. 

La bomba

Lungo 106 centimetri per 33 millimetri di spessore, l'ordigno contiene poco più di 40 chili di tritolo, per un peso complessivo di circa 226 chilogrammi. Sganciata dalla Raf (aviazione militare britannica) durante una delle ondate di bombardamenti che nel 1941 devastarono alcune zone della città, provocando decine di morti, la bomba è riaffiorata intorno alle ore 10 di sabato 2 novembre, mentre venivano effettuati lavori di scavo in un cantiere adiacente al parcheggio del multisala. Da allora la zona è presidiata h24 dalle forze dell’ordine.

Ordigno bellico multisala-2

La bomba, come assicurato dagli artificieri, adesso è in sicurezza. Non vi sono quindi rischi per le persone che risiedono in prossimità del maxi cinrma. Al termine del vertice odierno, il prefetto, il questore di Brindisi, Ferdinando Rossi, il sindaco, Riccardo Rossi e il comandante del comando provinciale dei vigili del fuoco, l’ingegnere Antonio Panaro, hanno incontrato la stampa, fissando alcuni punti fermi.

Evacuazione di domenica

Uno di questi è che l’evacuazione verrà effettuata quasi sicuramente di domenica, entro la fine dell’anno, preferibilmente prima di Natale. “Abbiamo condiviso l’esigenza comune – dichiara il prefetto – di accelerare i tempi, nella massima cornice di sicurezza possibile. Il disagio sarà ridotto a una fascia di 5-6 ore, a partire dall’alba”.

Evacuazione bomba, vertice in prefettura 2-2

Tutte le persone che risiedono nella zona rossa dovranno lasciare le rispettive abitazioni. Chi non sa dove andare verrà trasferito, a bordo di mezzi di pubblico trasporto, presso uno dei 16 istituti scolastici situati al di fuori della circonferenza del raggio. “Questi edifici – spiega il sindaco Riccardo Rossi – saranno utilizzati per dare ospitalità. A Battipaglia (Comune in provincia di Salerno in cui lo scorso 8 settembre sono state evacuate oltre 36mila persone, a seguito del ritrovamento di un ordigno bellico, ndr) circa il cinque per cento della popolazione ha utilizzato le strutture di accoglienza. Noi abbiamo strutture idonee per 15-20mila persone”. 

I malati e gli allettati

Per quanto riguarda i malati e i soggetti allettati censiti dall’Asl Brindisi, si farà una valutazione ad personam. Nel caso in cui il trasferimento in una struttura sanitaria opportunamente attrezzata dovesse comportare un eccessivo stress psico-fisico, si potrebbe decidere di lasciare il paziente all’interno della sua abitazione. L’evacuazione della casa circondariale situata in via Appia, quindi in piena zona rossa, è legata a valutazioni di competenza della direzione della struttura. 

Evacuazione bomba, vertice in prefettura 4-2

Misure di sicurezza anti saccheggio

Fra i cittadini serpeggia il timore che i ladri possano approfittare della maxi evacuazione per darsi ai saccheggi. Ma il questore Ferdinando Rossi spiega, a tal proposito, che entro la circonferenza di 1,6 chilometri “si creerà un reticolato di sicurezza diviso in una serie di quadrati in cui sarà intensissima l’attività di controllo del territorio svolta dalle forze dell’ordine”. “I cittadini – prosegue Rossi - devono stare tranquilli del fatto che dovranno andare via, ma rimarrà chi deve vigilare sulle loro cose. Sarà creato un dispositivo importantissimo. La proprietà dei cittadini sarà opportunamente vigilata. Tutte le componenti istituzionali stanno dispiegando il proprio ruolo”.

La rimozione 

Il luogo in cui verrà fatta brillare la bomba non è ancora stato definito. Inizialmente era stata presa in considerazione una cava situata nell’agro di Carovigno, ma tale ipotesi è stata successivamente scartata, poiché le caratteristiche del sito non sono appropriate. Durante le operazioni si dovranno bloccare la circolazione ferroviaria e il traffico aereo. Un team composto da circa cinque artificieri potrà contare anche sul supporto dei vigili del fuoco del comando provinciale di Brindisi nel corso del delicato intervento, che richiederà la realizzazione di opere tecniche per il contenimento dell’ordigno. 

Sono numerosi ed estremamente complessi, insomma, i dettagli da mettere a punto nei prossimi giorni. Forse già la prossima settimana verrà stabilita la data di un evento senza precedenti, che richiederà uno straordinario sforzo organizzativo. 

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