Polizia provinciale, tensioni sindacali

BRINDISI - Prosegue lo stato di agitazione della Polizia provinciale di Brindisi, proclamato dalle organizzazioni sindacali Fp Cgil, Fpl Uil e Csa. E' anche il momento della polemica con l'altro sindacato che ha scelto una strada diversa, e delle puntualizzazioni sul ruolo negativo - ad avviso degli stessi sindacati - che avrebbe avuto sugli assetti del corpo la gestione Ferrarese dell'amministrazione provinciale. Di seguito, la lettera inviata alla stampa da Cgil, Uil e Csa.

Polizia provinciale

BRINDISI - Prosegue lo stato di agitazione della Polizia provinciale di Brindisi, proclamato dalle organizzazioni sindacali Fp Cgil, Fpl Uil e Csa. E' anche il momento della polemica con l'altro sindacato che ha scelto una strada diversa, e delle puntualizzazioni sul ruolo negativo - ad avviso degli stessi sindacati - che avrebbe avuto sugli assetti del corpo la gestione Ferrarese dell'amministrazione provinciale. Di seguito, la lettera inviata alla stampa da Cgil, Uil e Csa.

Riguardo lo stato d’agitazione del personale appartenente al Corpo della Polizia Provinciale, proclamato dalle scriventi organizzazioni sindacali abbiamo preso atto dagli organi d’informazione di qualche sigla sindacale “pinocchio” che continua a rappresentare in modo distorto e strumentale una situazione che richiede invece verità e senso di responsabilità verso i lavoratori interessati, ma soprattutto verso la comunità tutta. La gestione del personale nel periodo Ferrarese senza giri di parole è stato sicuramente il periodo più buio dell’ultimo ventennio.

Si sono in parte consolidate ed in parte create ex novo nicchie di lavoratori politicamente protette che hanno ricevuto benefici a scapito del restante personale. I principi di trasparenza, imparzialità, economicità su cui si dovrebbe fondare la gestione della cosa pubblica sono stati sistematicamente violati anche con l’ausilio di alcuni dirigenti compiacenti e/o ostaggi del Presidente, ed anche di qualche sindacato. Incarichi di staff, nomine di dirigenti, mobilità, concorsi, trasferimenti e premiazioni da un settore all’altro per gratificare o punire sono il risultato ben visibile a chi non vuole mettersi i prosciutti davanti agli occhi.

E cosa grave i prosciutti pare che siano ereditari considerato quanto avviene con la nuova gestione Commissariale della Provincia. L’annoso problema dell’organizzazione del Corpo di Polizia Provinciale e della sua gestione  è la punta di diamante di una gestione clientelare del personale. Abbiamo più volte invitato l’Amministrazione in seno a trattative sindacali, a risolvere definitivamente situazioni incancrenite nel tempo, quali quelle riferite ai coordinatori facenti funzioni ed agli autisti.

I coordinatori facenti funzioni, appartenenti alla categoria C, alcuni ancora oggi inquadrati come istruttori tecnici periti agrari, non sono mai stati sottoposti a selezione specifica (concorso/mobilità) per l’ingresso nel Corpo, ed arbitrariamente nominati dalla politica hanno ormai da un decennio destabilizzato la Polizia Provinciale con ricorsi e contenziosi, che anche quando definiti dal giudice del lavoro a loro sfavore hanno trovato sempre “comprensione” e “tutela politica” sino al fregiarli dei gradi di capitano facente funzioni in violazione alle leggi nazionali, regionali e del buon senso.

Per quanto riguarda il problema ex autisti, di categoria B, il presidente Ferrarese ha dismesso il servizio di auto blu per gli assessori della provincia. Auto e personale, in parte, è stato trasferito nell’area della polizia locale, con un risparmio economico, tutto da verificare, per i veicoli e per potenziare a suo dire il Corpo con nuovo personale. Il tutto, senza concorso o selezioni, facendo indossare divisa e arma uguale a quella della Polizia Provinciale mandandoli “allo sbaraglio” in giro su tutto il territorio provinciale.

Ci siamo subito chiesti, qualora detto personale si dovesse trovare in situazioni pericolose, in cui fosse compromessa l’incolumità di qualcuno, su chi ricadrebbe la responsabilità? Ovvero, se qualche circostanza richiedesse l’uso dell’arma per la difesa personale o ancor più per i cittadini, fino a che punto questi lavoratori sono o si  riterrebbero abilitati? Domande che un Sindacato responsabile ha l’obbligo di porsi nell’interesse dei lavoratori e per la tutela della  sicurezza di tutti.

Per sanare questa anomala situazione avevamo suggerito, nelle sedi opportune, un percorso secondo noi giuridicamente coerente che avrebbe potuto applicarsi anche ad  altri (vedi i cantonieri), che da anni conducono una battaglia per il riconoscimento delle proprie funzioni. Riguardo a questi ultimi, infatti, vorremmo sapere come mai, nonostante siano state conferite loro dalla legge le funzioni di “sevizio di polizia stradale”, questi lavoratori non sono stati impiegati nel corpo di polizia provinciale come è stato fatto per gli autisti.

Le scriventi organizzazioni sindacali in quest’ambito hanno scelto di non fare operazioni di cieco proselitismo, preferendo rivolgersi ai lavoratori con parole di cruda verità, senza creare illusioni o inutili aspettative. A ribadire e suffragare l’autenticità della nostra posizione è arrivata poi, ad ottobre 2012, la sentenza del Tribunale di Brindisi che ha sancito che, a questo personale non possono essere riconosciuti nè i diritti giuridici nè quelli economici di istruttori di vigilanza di categoria C, come noi in modo impopolare affermavamo da sempre.

La responsabilità di tale grave situazione, in cui il Nuovo regolamento di polizia provinciale di Ferrarese è stato solo un mettere fuoco alla miccia,  non può essere addebitata ai “sindacati” che si sono assunte responsabilità bensì a quella politica, a quella dirigenza ed a quel sindacato che per convenienza ha preferito mettere la testa sotto la sabbia, cercando una scorciatoia non percorribile per raggiungere risultati non supportati dalla legge e dai contratti.

Sia ben inteso, che di tutta questa situazione non siamo certo felici e contenti, anzi. Noi abbiamo solo a cuore l’esistenza di un Corpo di Polizia Provinciale efficiente, con operatori professionalmente formati e preparati, giuridicamente ed economicamente protetti, un corpo edificato su proposte reali che attraverso procedure imparziali e trasparenti  nel rispetto delle leggi e dei contratti, abbia come principale interesse la tutela dai cittadini e dei suoi diritti al cui servizio la Polizia Locale deve essere, non la guardia di nessun re.

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