Brindisino arrestato per una rapina in gioielleria in trasferta

Domenico Di Santantonio era stato già fermato nell'immediatezza dei fatti. Ieri l'ordinanza di custodia cautelare

BRINDISI - Nella giornata di ieri, è stata notificata nella casa circondariale di Brindisi un’ordinanza applicativa di misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Taranto, su richiesta della procura del capoluogo ionico,  a  carico del brindisino Domenico Di Santantonio di 27 anni, per rapina aggravata in concorso, con l'uso delle armi, violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza speciale e concorso nella detenzione di una pistola utilizzata per la commissione della rapina. L’ordinanza è il risultato delle indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Manduria,  del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Brindisi e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Brindisi.

La rapina per cui Santantonio è formalmente indagato è recente: è stata messa a segno il 3 febbraio 2018, lle 18 circa, in una gioielleria di Sava da parte di due giovani entrambi a volto scoperto, i quali subito dopo il colpo fuggivano  a piedi facendo perdere le proprie tracce. Nel corso del sopralluogo, la pattuglia della stazione locale dell’Arma  acquisiva le registrazioni del sistema di videosorveglianza della gioielleria, e  le immagini riprendevano i rapinatori che inizialmente simulavano di essere interessati all’acquisto di un braccialetto da donna.

DI SANTANTONIO Domenico, classe 1990-2La titolare del negozio di preziosi e il marito pertanto mettevano in mostra sul bancone una serie di monili in oro, ma subito dopo  uno dei due individui estraeva una pistola dal giubbotto e, sotto la minaccia dell’arma, intimava ai gioiellieri di non muoversi, altrimenti avrebbe aperto il fuoco. Il complice scavalcava  il bacone e si impadroniva di preziosi per un valore stimato di 10mila euro. Quindi, come già detto, la fuga a piedi, almeno nel primo tratto di strada.

Disponendo del video con le immagini dei volti dei banditi, e ovviamente degli indumenti indossati dagli stessi, i carabinieri del Norm della compagnia di Manduria  distribuivano i fotogrammi utili per le identificazioni a tutti i comandi dell’Arma della provincia di Taranto e della vicine compagnie della provincia di Brindisi. Sono così bastati pochi minuti ad un militare  del  Comando Provinciale di Brindisi per riconoscere uno degli autori della rapina.

Si trattava di un soggetto pluripregiudicato brindisino, con precedenti per rapina,  sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale a Brindisi. Si passava allora alle procedure di riconoscimento da parte delle vittime, che indicavano ai carabinieri la foto del Di Santantonio: secondo i gioiellieri, il bandito che aveva scavalcato il bancone era lui. Pertanto i militari di Manduria e quelli dell’Arma di Brindisi si recavano a casa del sospettato e lo intercettavano mentre rincasava.

Domenico Di Santantonio  tentava di sottrarsi alla cattura, ma veniva bloccato dai carabinieri. Il brindisino, che evidentemente non si aspettava esiti investigativi tanto rapidi, aveva ancora addosso gli abiti corrispondenti a quelli di uno degli autori del colpo. Sottoposti a sequestro gli indumenti, Di Santantonio veniva  sottoposto – d’intesa con il magistrato di turno alla Procura di Taranto -  a fermo di indiziato di delitto per i reati di rapina aggravata in concorso con persona da identificare, e violazione degli obblighi della sorveglianza speciale. e condotto presso la casa circondariale di Brindisi. E ieri il fermo è divenuto arresto.

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