Pregiudicato nella casa confiscata: "C'era una urgenza reale" dice il sindaco

FASANO - La casa di via della Scogliera a Savelletri (che non apparteneva e non era stata quindi sequestrata a Giovanni Sabatelli, ma a un personaggio della mala della provincia di Bari) era l'unico alloggio nelle disponibilità del Comune di Fasano per dare una risposta alle esigenze urgenti del richiedente, Lorenzo Ancona, prsona con precedenti penali. Lo ha detto a BrindisiReport il sindaco Lello Di Bari, spiegando che l'assegnazione di questo bene confiscato è avvenuta nel rispetto delle condizioni previste dalla legge.

Lello Di Bari, sindaco di Fasano

FASANO - La casa di via della Scogliera a Savelletri (che non apparteneva e non era stata quindi sequestrata a Giovanni Sabatelli, ma a un personaggio della mala della provincia di Bari) era l'unico alloggio nelle disponibilità del Comune di Fasano per dare una risposta alle esigenze urgenti del richiedente, Lorenzo Ancona, prsona con precedenti penali. Lo ha detto a BrindisiReport il sindaco Lello Di Bari, spiegando che l'assegnazione di questo bene confiscato è avvenuta nel rispetto delle condizioni previste dalla legge. Di Bari, che probabilmente si troverà a fronteggiare domani sera le critiche dell'opposizione nella seduta consiliare riconvocata per affrontare il problema del nuovo regolamento sull'assegnazione dei beni sottratti alla criminalità organizzata - argomento che non è stato possibile affrontare nella sessione di ieri - ha ricostruito il percorso sino alla deliberazione di giunta ora sotto i riflettori.

"Lorenzo Ancona - ha detto Di Bari - aveva occupato abusivamente nel 1998, ai tempi dell'amministrazione di centrosinistra, un locale attiguo ai bagni pubblici della villa comunale. Un immobile che non si può definire una casa, perchè è ricavato al di sotto del piano della villa. Col tempo, le radici degli alberi ne avevano perforato il solaio. Le tre ispezioni che ho avuto cura di inviare preliminarmente, hanno stabilito che il locale era di fatto inabitabile da parte di minorenni, quali sono i tre figli dell'interessato".

Ma il Comune non disponeva di altre opzioni, per risolvere il problema abitativo della famiglia di Lorenzo Ancona? "Nessuna", ha risposto il sindaco. "Peraltro, inutile girarci intorno. Quasi il 90 per cento dei richiedenti casa a Fasano ha precedenti con la giustizia". Ma questa assegnazione è avvenuta a ridosso dell'adozione del nuovo regolamento. Non potrebbe sembrare un colpo di mano? "Non lo è affatto. E non è esatto dire che il sindaco con le nuove regole sarà espropriato del potere decisionale in merito alle assegnazioni dei beni confiscati. In casi di emergenza potrò intervenire a mia discrezione. Questo era un caso urgente, come ho spiegato".

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Per la cronaca, alla seduta di giunta in cui è stata adottata la delibera che consentirà a Lorenzo Ancona di utilizzare per un periodo di cinque anni (rinnovabile), erano assenti il vice sindaco Antonio Scianaro e l'assessore Giovanni Caroli. Pura casualità o dissessenso?  La risposta ufficiale è la prima, nessuna discordia sul provvedimento. Ma stamani in municipio c'erano parecchie facce scure in giro. "Ci sono ancora tanti immobili da sbloccare - ha concluso il sindaco - e io ho già in mente la loro destinazione: da sedi di associazioni a servizi e uffici del Comune". Insomma, la faccenda di Ancona dovrebbe restare un epispdio isolato. Bisogna vedere cosa ne pensano altri "richiedenti casa".

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