Premi all’Authority: "Le firme sono mie, ma non ho letto gli atti”

L'ex presidente dell'Ente portuale, Giuseppe Giurgola, teste nel processo in cui sono imputati per peculato e truffa l'ex segretario generale Nicola Del Nobile e l'ex dirigente Vittoria Ligorio. Sentito anche l'ammiraglio Giuffrè: "Nessun rilievo dalla Corte dei Conti"

La sede dell'autorità portuale di Brindisi

BRINDISI – “I contratti così come i mandati di pagamento per le premialità dell’Authority li ho firmati io, lo riconosco, ma non ho letto gli atti: ho sempre avuto assoluta fiducia nei miei collaboratori”.La testimonianza è stata resa oggi dall’ex presidente dell’Autorità portuale di Brindisi, Giuseppe Giurgola, in qualità di testimone nel processo in cui sono imputati l’ex segretario generale Nicola Del Nobile, e la ex dirigente dei servizi amministrativi, Vittoria Ligorio, con le accuse di peculato e truffa aggravati in relazione alle somme percepite a titolo di premialità per 450mila euro.

Giuseppe Giurgola e i suoi progettiGiurgola (nella foto al lato), nominato con decreto del Ministro dei Trasporti il 5 aprile 2007, è stato citato dal sostituto procuratore Milto Stefano De Nozza, titolare dell’inchiesta, ed è stato ascoltato questa mattina in udienza per ricostruire alcuni passaggi legati ai contratti di lavoro sottoscritti dall’Ente con i due dirigenti nel periodo in cui c’era lui alla guida dell’Authority e alla previsione di voci extra, poi diventati motivo di contestazione anche se dalla Corte dei Conti non è mai arrivata alcuna comunicazione sulla conclusione del procedimento, stando a quanto dichiarato dall’altro teste sentito oggi, l’ammiraglio Salvatore Giuffrè, attuale segretario generale dell’Ente portuale (nella foto in basso).

Più articolato l’esame di Giurgola e il suo controesame per mano del difensore dei due imputati, Gianvito Lillo. Il penalista ha sottoposto in visione al testo alcuni atti chiedendo se quella in calce fosse effettivamente la sua firma: “Sì, è la mia firma quella”, ha detto davanti al collegio giudicante. “La riconosco sia in calce ai contratti che in calce ai mandati di pagamento”. Il difensore ha poi chiesto se ricordasse il contenuto di quei documenti: “Cosa era previsto nella contrattazione?”. Il teste ha consegnato questa risposta: “Non li ho letti quegli atti, mi sono limitato a firmarli”. La spiegazione sarebbe riconducibile alla fiducia piena e incondizionata che Giurgola, in veste di presidente, nutriva nei confronti dei dirigenti e più in generale dei collaboratori.

L'ammiraglio Salvatore GiuffréL’ex presidente ha anche escluso di essere a conoscenza del cosiddetto allegato numero 16, vale a dire all’elenco composto da 40 nomi, tra funzionari e dipendenti dell’Autorità portuale, ai quali sarebbero state riconosciute premialità di natura identica a quella liquidate agli imputati. L’elenco è stato acquisito al fascicolo del dibattimento, su richiesta della difesa. L’avvocato Lillo lo ha prodotto in aula in occasione della scorsa udienza.

Il processo riprenderà in primavera e si ripartirà dal controesame di Giuffrè e all’ascolto di altri testi citati dal pm: nella lista ci sono alcuni dipendenti dell’Autorità portuale.

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