Presta soldi a imprenditore in difficoltà con tasso del 200 per cento: arrestato

Emessa ordinanza applicativa degli arresti domiciliari nei confronti di un fasanese di 63 anni. Obbligo di dimora per un 42enne

FASANO - Alle prime luci dell’alba di oggi i finanzieri della compagnia di Fasano, al termine di una complessa attività d’indagine in materia di usura, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa degli arresti domiciliari, emessa dal Gip del Tribunale di Brindisi, nei confronti di Nicola Angelini, fasanese di 63 anni: l'uomo ha prestato denaro a un imprenditore edile in difficoltà chiedendo un tasso di restituzione del 200 per cento. 

A carico di altro soggetto, B.G. 42 anni, residente a Fasano, invece, è stata disposta la misura coercitiva dell’obbligo di dimora nella città di residenza, con la prescrizione di non allontanarsi dalla propria abitazione in orario notturno. 

Le indagini

I fatti risalgono allo scorso maggio, quando durante un ordinario controllo fiscale effettuato nei confronti di una società edile di Noicattaro (Bari) i finanzieri trovarono, all’interno di una scrivania, le copie di 3 assegni da 20mila euro ciascuno emessi in favore di un imprenditore di Fasano ed una scrittura privata, con la quale l’amministratore della società si obbligava ad estinguere un debito di importo imprecisato contratto con quest’ultimo.

Insospettiti dall’anomala circostanza i militari, coordinati dalla locale Procura della Repubblica ( Luca Miceli), hanno avviato puntuali riscontri investigativi che hanno documentato, anche attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, l’illecita attività usuraia posta in essere in danno dell’imprenditore edile.

I problemi di salute della moglie della vittima

La vittima, a causa delle difficoltà economiche in cui versava l’azienda di proprietà e dei gravi problemi di salute della moglie e delle connesse spese che di lì a poco avrebbe dovuto sostenere, si era rivolto attraverso B.G., suo conoscente ed ex agente finanziario, all’usuraio, Angelini, ottenendo un prestito di 30mila euro che avrebbe dovuto restituire in soli sei mesi versandone il doppio e rientrare in possesso dei tre assegni dati a garanzia in occasione della sottoscrizione della scrittura privata. Il tutto ad un tasso usuraio calcolato del 200 per cento.

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