Passeggeri e turisti per l'Albania slalom tra Tir e cantieri in banchina

L’autonomia del porto di Brindisi? Chi sostiene questa tesi dovrebbe fare i conti anche con il problema, da sempre irrisolto, dei passeggeri per le linee con l’Albania. A partire dal nuovo sindaco, visto che è in gioco l’immagine della città

BRINDISI – L’autonomia del porto di Brindisi? Chi sostiene questa tesi dovrebbe fare i conti anche con il problema, da sempre irrisolto, dei passeggeri per le linee con l’Albania. A partire dal nuovo sindaco, visto che è in gioco l’immagine della città. I lavori avviati recentemente a Punta delle Terrare, sembra per l’adeguamento delle strutture di security, hanno reso impraticabile l’area di pre-imbarco per il traffico extra-Schengen, con la conseguenza che i viaggiatori sono costretti ad utilizzare lo stesso percorso di auto e camion. Con rischi già evidenziati da chi di dovere alla stessa Autorità Portuale.

Lavori che coincidono inoltre proprio con le settimane di punta del traffico passeggeri, quindi il disagio è evidente, come era già stato previsto e anticipato in una riunione tecnica di qualche tempo fa. Ma soluzioni non ne sono arrivate. Giustamente la Polizia di Frontiera sta facendo in modo da evitare l’uso del pre-imbarco proprio a tutela dell’incolumità dei passeggeri, data la presenza di scavi, ma a centinaia coloro che devono imbarcarsi a piedi si ammassano dietro la sbarra che li separa dall’area di accesso alla nave, mentre sbarcano i Tir e le auto in arrivo.

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L’agente marittimo interessato aveva segnalato per tempo la situazione sia in occasione dell’incontro, sia con lettere ai servizi competenti dell’Autorità Portuale, proponendo una soluzione alternativa: consentire ai passeggeri a piedi di transitare dal varco del terminal che invece si trova in area Schengen, con opportuni accorgimenti come lo spostamento a quel varco di personale di controllo della Polmare, facendo così in modo che il flusso dei viaggiatori che salgono a bordo a piedi non si incroci con quello dei veicoli che scendono.

Da tenere presente che tutto ciò avviene di sera, a volte di notte, e quindi il rischio è ancora più alto. “La nostra disponibilità a favorire una soluzione di emergenza c’è – ci dice il vicequestore Mario Marcone, dirigente della Polizia di Frontiera di Brindisi – ma naturalmente nell’ambito di un percorso condiviso con l’Autorità Portuale, che deve individuare gli accorgimenti tecnici necessari”. Serve infatti, per creare questo percorso alternativo, una nuova delimitazione dell’area extra-Schengen, con strutture di supporto come l’illuminazione del percorso stesso: “Infatti se da un lato dobbiamo favorire il flusso dei passeggeri, dall’altro dobbiamo anche impedire che elementi pericolosi riescano ad aggirare i controlli”.

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Vedremo se l’Autorità Portuale farà in modo da mettere in campo rapidamente una soluzione. Intanto va sottolineato che a Brindisi i viaggiatori da e per l’Albania, tra i quali ormai da tempo anche non pochi turisti italiani, continuano ad essere penalizzati: non hanno una struttura di sosta dedicata all’interno del porto, devono affrontare situazioni come quella descritta, non esiste un percorso di imbarco dedicato ai passeggeri dell’Unione europea diretti a Valona o Durazzo, e non si sa se le nuove strutture di security siano state progettate tenendo conto di questo problema che non fa certo buona propaganda al porto di Brindisi, o se invece lo abbia ignorato totalmente, come è avvenuto in tutti questi anni. Nessuno ci ruba i passeggeri e le navi: siamo noi a fare questi regali ad altri porti.

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