Processo Autigno, testimoni da riascoltare: rischio prescrizione

Nullità degli atti da novembre 2017: “Nubile senza avvocato”. Imputati Luca Screti, ex amministratore della srl, e Giuseppe Masillo, direttore tecnico

BRINDISI – Rischio prescrizione sul processo partito dopo l’inchiesta sulla discarica Autigno e su presunte violazioni dell’autorizzazione integrata ambientale (Aia), contestate nei confronti di Luca Screti, ex amministratore unico della Nubile, la società che gestiva il sito del Comune di Brindisi, e Giuseppe Masillo, direttore tecnico.

Il caso

L'imprenditore Luca Screti, amministratore di Nubile SrlIl trascorrere del tempo, come causa di estinzione dei reati, potrebbe fare la differenza ora che il Tribunale da dichiarato la nullità degli atti del dibattimento dalla fine del 2017, ordinando il riascolto di una serie di testimoni chiave. Il nuovo giudice monocratico Maurizio Rubino, di fronte al quale è stato incardinato il processo, ha accolto l’eccezione sollevata dall’avvocato Danilo Di Serio che rappresenta la Nubile srl, citata come responsabile civile legata al fatto che la società è rimasta senza difensore dopo la rinuncia del penalista Giuseppe Guastella.

La srl, non avendo un difensore, non ha potuto esercitare il diritto di difesa. Circostanza riconosciuta dal giudice, con conseguente retrocessione del dibattimento a partire dal 7 novembre 2017.

I testimoni

Fra i testi da citare nuovamente e, quindi, da interrogare per la seconda volta, ci sono l’ex dirigente del settore Lavori Pubblici del Comune di Brindisi, Antonio Cafaro, e il geologo Franco Magno, considerati importante ai fini della ricostruzione della vicenda penale scaturita dalle indagini nate sulla gestione della discarica affidata dall’Ente cittadino alla società Nubile. A conti fatti, i reati per i quali sono finiti sotto processo Screti (nella foto) e Masillo, cadono in prescrizione nel mese di dicembre 2020.  Screti è difeso dagli avvocati Vincenzo Farina e Karin Pantaleo e Masillo da Sante De Prezzo

La discarica e la messa in sicurezza

Il processo pende dal 2016. L’inchiesta portò al sequestro della discarica il 5 maggio 2015 e solo di recente l’Amministrazione comunale ha ottenuto la rimozione dei sigilli: l’ordinanza del giudice è arrivata il 18 dicembre 2018, con il parere favorevole procuratore aggiunto Antonio Negro, titolare del fascicolo, è stata notificata a Palazzo di città, in accoglimento della richiesta presentata dal sindaco Riccardo Rossi, a conclusione di una serie di lavori necessari dopo le prescrizioni imposte dai carabinieri del Noe a garanzia della tutela della salute e dell’ambiente.

La discarica di rifiuti solidi urbani di Autigno

Il giudice ha preso atto dell’”avvenuto adempimento di pressoché tutte le prescrizioni impartire ai fini della messa in esercizio della discarica, in condizioni tali da assicurare la tutela dell’ambiente e della salute”. Il Tribunale si è pronunciato dopo aver letto le relazioni depositate dal comandante del Noe dei carabinieri di Lecce e dal direttore del dipartimento di Mobilità, Ecologia e qualità dell’aria della Regione Puglia, dopo il sopralluogo effettuato il 6 dicembre nella discarica, alla presenza dei dirigenti di Palazzo di città.“Permangono – è scritto – due sole criticità, consistenti nella mancata estrazione giornaliera del percolato di discarica prodotto, in particolare dal rifiuti abbancati nel lotto IV e nella presenza di acque piovane miscelate a percolate sul telo Hdpe, a copertura del lotto II, dovuta alla mancanza di captazione del biogas”.

“Ai fini del superamento delle predette criticità, il Comune di Brindisi ha manifestato l’intenzione di affidare l’impianto a un’impresa autorizzata che si faccia carico anche dell’estrazione del percolato, nonché di affidare a impresa autorizzata l’incarico di procedere alla captazione del biogas”, si legge nell’ordinanza di dissequestro del sito in contrada Autigno. Da un punto di vista tecnico, si tratta di operazioni “compatibili con la messa in esercizio della discarica” perché relative a “criticità che possono essere agevolmente superate nella fase di gestione dello stesso sito”, ha evidenziato il procuratore aggiunto Antonio Negro.

L'area delle discariche nelle contrade Autigno e Formica-2

Le parti civili

Sono parti civili del processo il comune di San Vito dei Normanni, con l’avvocato Pasquale Angelini; il Comitato Ambiente Salute e Territorio, rappresentato in giudizio dagli avvocati Francesco Monopoli e Giuseppe Durano. Gli stessi penalisti hanno ottenuto l’ammissione come parte civile di un residente in contrada Mascava, Maurizio Tamburini, già presidente del Comitato. Partecipano al dibattimento, sempre come parti civili, le associazioni Italia Nostra, con l’avvocato Cosimo Manca, e Legambiente con l’avvocato Stefano Latini.

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