Processo “New deal”: testimoni in aula

OSTUNI - E’ fissata per mercoledì mattina, presso l’aula Metrangolo del Tribunale di Brindisi, la nuova udienza, nell’ambito del processo “New deal”. Alla sbarra in quattro: Denis Loparco (38), Alfredo Capone (52 anni), Pierluigi Cisaria (42) e Giovanni Basile (32). Tutti ostunesi e tutti imputati per i reati di associazione mafiosa, estorsione, furto, rapina, danneggiamenti e detenzione abusiva di armi.

foto conferenza stampa Polizia_arresti banda della calibro 9

OSTUNI - E’ fissata per mercoledì mattina, presso l’aula Metrangolo del Tribunale di Brindisi, la nuova udienza, nell’ambito del processo “New deal”. Alla sbarra in quattro: Denis Loparco (38), Alfredo Capone (52 anni), Pierluigi Cisaria (42) e Giovanni Basile (32). Tutti ostunesi e tutti imputati per i reati di associazione mafiosa, estorsione, furto, rapina, danneggiamenti e detenzione abusiva di armi.

Insieme al Comune di Ostuni figurano, tra le parti offese costituitesi parte civile, alcune tra le vittime illustri finite per un anno nel mirino del sodalizio criminoso: il sindaco della Città bianca Domenico Tanzarella, suo figlio (l’avvocato Giuseppe Tanzarella), gli ex assessori comunali Vincenzo Pomes, Ernesto Camassa e Matteo Tanzarella, l’avvocato Luca Marzio (ex consigliere comunale), il consigliere provinciale Giovanni Epifani, l’avvocato Luca Marzio (ex consigliere comunale).

In aula, chiamato a testimoniare per conto dell’accusa, è già stato ascoltato nelle scorse settimane il sindaco di Ostuni Domenico Tanzarella, al quale i presunti componenti della “banda della calibro 9” non risparmiarono a cavallo tra il 2008 e il 2009, attenzioni particolari (minacce, richieste di denaro e proiettili a domicilio. Quest’oggi sarà invece la volta del vice sindaco di Carovigno, Nicola Semeraro, anch’egli finito in quel periodo nel mirino della banda e fatto oggetto, secondo l’accusa, di richieste estorsive.

Insieme a lui deporrà in mattinata anche l’avvocato Luca Marzio, anche lui, insieme peraltro alla cordata imprenditoriale di famiglia, finito in quei mesi sotto tiro da parte del presunto  quartetto criminale.

Le manette a Loparco & co scattarono il primo aprile 2009, a seguito di una ordinanza cautelare emessa dal Gip Ettore Aprile sulla scorta di una operazione (New deal) partita dalla Dda di Lecce. Nell’arco di un anno, a partire dal 4 marzo 2008, i quattro, stando alle accuse, si sarebbero resi responsabili di circa 30 episodi criminosi, a danno di politici, amministratori e imprenditori del posto.

Numerosi gli elementi di colpevolezza sui quali il Pm Milto De Nozza ha puntato nell’istruire la richiesta di rinvio a giudizio per tutti e quattro gli indagati, protagonisti, secondo l’accusa, di un anno di terrore. Chiaro, secondo i magistrati, l’obiettivo della banda: estorcere soldi.

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Dal carcere di Lecce, intanto, uno dei quattro imputati (Loparco) ha scritto una lettera, comunicando di voler prendere la parola proprio in occasione dell’udienza di domani e annunciando clamorose rivelazioni. Lo stesso, sempre nei giorni scorsi, ha peraltro dichiarato di aver denunciato il sindaco Tanzarella, accusandolo di aver rivolto nei suoi confronti minacce, al termine della precedente udienza. Seguiva la replica del sindaco: “Siamo alla farsa. Lo querelo”.

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