Processo sull’associazione antiracket: assolto l’avvocato Colella

Il gup: “Il fatto non costituisce reato”. Il pm aveva chiesto condanna a otto mesi

BRINDISI – Assoluzione per l’avvocato Cristian Colella, 42 anni, di Brindisi, imputato per un episodio di falso ideologico, nel processo scaturito dall’inchiesta della Procura di Lecce sull’associazione antiracket, con riferimento all’apertura delle sedi anche a Brindisi e a Taranto.

L’assoluzione

“Il fatto non costituisce reato”, stando alla sentenza pronunciata oggi, giovedì 25 ottobre 2018, dal gup Alcide Maritati del Tribunale salentino, di fronte al quale Colella che ha sempre respinto l'accusa, sostenendo di aver operato correttamente, è stato assistito dall’avvocato penalista Paoloantonio D’Amico del foro di Brindisi.

L’accusa

Colella era stato rinviato a giudizio con l’accusa di falso ideologico. Accusa che i pubblici ministeri hanno ribadito nel corso della requisitoria, alla luce della documentazione acquisita, chiedendo al gup la condanna dell’imputato alla pena di otto mesi.

La difesa

L’avvocato D’Amico ha concluso la sua arringa invocando l’assoluzione, dopo aver messo in evidenza come gli elementi portati in giudizio non fossero tali da avere rilevanza sul piano penale, in considerazione del fatto che l’atto (il solo oggetto del capo di imputazione) non avrebbe mai potuto avere alcun effetto pubblico, essendo circoscritto a finalità unicamente private.

Il gup ha evidentemente aderito alla tesi del penalista. Le motivazioni alla base della sentenza saranno depositate nel termine di 90 giorni.

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Incidente mortale sulla superstrada: lunedì i funerali del dipendente comunale

  • Omicidio Carvone: nuovi arresti per una sparatoria

  • Violento scontro fra auto e scooter a Brindisi: grave un 15enne

  • Bollo auto non pagato: condono per importi fino a 1000 euro

  • Schiva una coltellata e costringe il bandito a mollare il bottino

  • Minacce e fucilata tra i bambini prima dell'agguato mortale

Torna su
BrindisiReport è in caricamento