"I Luoghi del Cuore": in evidenza quattro chiese del Brindisino

Oltre un milione e mezzo di italiani hanno votato nel 2016 per il loro "luogo del cuore", quello che vorrebbero fosse salvato (esattamente 1.573.032). la Puglia è sorprendentemente la regione che si piazza al secondo posto

BRINDISI – Oltre un milione e mezzo di italiani hanno votato nel 2016 per il loro “luogo del cuore”, quello che vorrebbero fosse salvato (esattamente 1.573.032). la Puglia è sorprendentemente la regione che si piazza al secondo posto tra quelle dove l’ottava edizione della campagna condotta dal Fondo ambiente italiano (Fai) ha raccolto maggiori adesioni, con 161.733 indicazioni, seconda solo alla Lombardia e precedendo il Veneto. E tra i 20 beni che hanno raccolto maggiori adesioni in Puglia che ne sono quattro della provincia di Brindisi, ma non della città capoluogo.

Ecco i quattro monumenti che hanno ottenuto più voti nel Brindisino: il tempietto di San Miserino a San Donaci, 3.770 voti; la chiesa della Madonna di Gallana ad Oria, 3.047 voti; la chiesa rurale della Madonna della Grotta a Ceglie Messapica, 1.807 voti; la chiesa della Madonna dei Grani a Francavilla Fontana, 1.583 voti. Il bene più votato in Puglia è stato il ponte romano sul fiume Ofanto, con 25.863 segnalazioni, seguito dall’anfiteatro augusteo di Lucera, 23.619 preferenze, e dalla cripta del Padre Eterno di Otranto, 17.863 indicazioni.

LA VIDEO INTERVISTA

Non entra tra i primi venti beni della Puglia nell’elenco della campagna “I Luoghi del Cuore”, ottava edizione, promossa dal Fondo ambiente italiano (Fai) alcun sito, monumento, vestigia, della città che fu uno dei più importanti porti romani, e uno dei più importanti della storia italiana. Mobilitazione insufficiente, forse, per portare in primo piano le criticità del sistema dei beni archeologici e culturali brindisino. O forse disinteresse. Chissà.

Eppure le vicende legate all’abbandono di Forte a Mare, e quelle della Fontana di Tancredi, solo per citarne due, tengono banco. Ma ci sono anche le torri costiere, le antiche chiese assediate dalle auto, ignorate dagli interventi di arredo urbano. Del resto, se qui la cultura rischia di finire addirittura nella lista dei “tagli”, come il Museo archeologico “Ribezzo” (e la Biblioteca provinciale), nella quasi totale indifferenza generale, cosa aspettarsi?

Torniamo ai luoghi del cuore della Provincia finiti, invece, in evidenza. L’illustrazione dei risultati è stata fatta stamani dal Fai nella sala del consiglio provinciale di Brindisi praticamente deserta, se non fosse stato per la sparuta pattuglia di giornalisti e fotografi.

San Miserino-2-2

Il tempietto di San Miserino – E’ uno dei poli del culto paleocristiano più importanti del Salento, e il suo stato di degrado ne ha compromesso le decorazioni pittoriche e a mosaico, oltre che la struttura, che si ritiene risalga al IV secolo dopo Cristo, realizzata in quello che doveva essere un ninfeo o un ambiente termale di età tardo romana. Ha una caratteristica pianta ottagonale, e nel 1995 è stato dichiarato di interesse culturale da parte del Mibact.

madonna di gallana - Oria-2

La Chiesa della Madonna di Gallana – E’ una piccola chiesa che si trova in una contrada di Oria la cui denominazione probabilmente deriva da Gens Gerellana, possidenti romani dell’area dove poi  tra il VII e il IX secolo dopo Cristo sarebbe sorto l’edificio di culto, costituito da una facciata a doppio spiovente con due cupole su tamburi di forma ellittica, e una navata unica. Nei pressi si trova un altro piccolo edificio forse utilizzato come battistero.

Madonna della Grotta - CeglieMessapica-2

La chiesa rurale Madonna della Grotta – In precario stato di conservazione, fu edificata nel XIX secolo su una grotta già utilizzata da monaci basiliani nel IX secolo. Presenta due campanili a vela edificati in epoche diverse, che formano una curiosa bifora. In cattivo stato di conservazione gli affreschi di epoca bizantina. La grotta sottostante è raggiungibile attraverso una scala interna, e presenta ambienti collegati da circa 40 metri di cunicoli e passaggi.

Madonna dei Grani - francavilla fontana-2

La chiesa della Madonna dei Grani – La parte originaria della struttura risale al 1538, ma fu completata all’inizio dell’Ottocento, con l’iniziale pianta a croce greca trasformata in croce latina. Pregevole l’altare in pietra con due lesene che reggono l’architrave fregiato riccamente. La facciata presenta un piccolo rosone ovale. L’altare è sovrastato da un affresco rappresentante una Madonna con Bambino e due angeli.

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Per i beni che hanno ottenuto almeno 1.500 voti, i comitati o le persone interessate possono chiedere al Fai l'inserimento nell'elenco dei luoghi che necessitano di interventi finanziari per il salvataggio e la tutela. A breve la pubblicazione della videointevista realizzata a Brindisi.

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