La Polizia provinciale denuncia bracconieri: sparavano alle lepri nel parco

Continua il bracconaggio nell'area del Parco regionale delle Saline di Punta della Contessa, dove personale della Polizia provinciale ha colto in flagranza di reato quattro cacciatori provenienti da centri della provincia di Lecce, sequestrando loro armi e prede, e denunciandoli alla procura della Repubblica di Brindisi

BRINDISI - Continua il bracconaggio nell'area del Parco regionale delle Saline di Punta della Contessa, dove personale della Polizia provinciale ha colto in flagranza di reato quattro cacciatori provenienti da centri della provincia di Lecce, sequestrando loro armi e prede, e denunciandoli alla procura della Repubblica di Brindisi. Ne dà notizia il comandante della stessa Polizia provinciale, Giovanni Erroi, il quale sottolinea come gli agenti "nonostante le carenze di personale,  gli scarsi mezzi a disposizione  e l’incertezza circa il proprio futuro, continuano a presidiare il territorio di propria competenza" (come è noto, gli enti Provincia sono destinati, dopo il declassamento al secondo livello, alla definitiva abolizione)..

"Nella mattinata di domenica, quattro bracconieri , residenti in provincia di Lecce, che avevano abbattuto una lepre da una autovettura nel Parco Saline di Punta della Contessa, sono stati fermati da una pattuglia del Nucleo Operativo Faunistico della Polizia Provinciale di Brindisi. Gli agenti - dice la nota - hanno denunciato i quattro all’autorità giudiziaria provvedendo altresì a sequestrare le armi e la fauna stanziale abbattuta".  

Il comunicato aggiunche che in supporto alla pattuglia sono intervenute le guardie volontarie dell’ArciCaccia, "impegnate  in un servizio particolareggiato di vigilanza voluto dall’Atc Br/A, che vede coinvolte circa 30 guardie coordinate dalla Polizia Provinciale di Brindisi". Sempre domenica ma in contrada S. Paolo, sono state elevate dagli agenti della Polizia Provinciale di Brindisi snazioni amministrative pesanti per abbattimento altre lepri senza la prescritta autorizzazione. Anche in questo caso i cacciatori provenivano da altre province della Puglia.

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