Ragazzo marocchino suicida, i sei fratelli chiedono 1,8 milioni di risarcimento

S. MICHELE SALENTINO - Hanno nomi difficili per chi parla un idioma diverso dal loro, ma la richiesta, quella sì, ha suono chiaro e universalmente comprensibile. I sei fratelli, tre minori e tre maggiorenni, del giovane marocchino morto suicida in una cella di sicurezza della caserma dei carabinieri di San Michele Salentino il 18 giugno dello scorso anno, chiedono un risarcimento milionario per la perdita subita. Per mezzo della magistratura civile hanno bussato alle porte dello Stato italiano, in particolare al comando generale dell'Arma e al ministero della Difesa, cui chiedono trecentomila euro a testa, per un totale di un milione e ottocentomila euro.

Abdelhafid el Saady, la vittima

S. MICHELE SALENTINO - Hanno nomi difficili per chi parla un idioma diverso dal loro, ma la richiesta, quella sì, ha suono chiaro e universalmente comprensibile. I sei fratelli, tre minori e tre maggiorenni, del giovane marocchino morto suicida in una cella di sicurezza della caserma dei carabinieri di San Michele Salentino il 18 giugno dello scorso anno, chiedono un risarcimento milionario per la perdita subita. Per mezzo della magistratura civile hanno bussato alle porte dello Stato italiano, in particolare al comando generale dell'Arma e al ministero della Difesa, cui chiedono trecentomila euro a testa, per un totale di un milione e ottocentomila euro.

La richiesta è stata formulata dal legale Pasquale Fistetti, e recita così: "Formulo la presente in nome, per conto e nell'interesse dei signori Saady Rahhal e Malika Bakka, parti civili già costituite in proprio nel processo in oggetto epigrafato, quali genitori esercenti la potestà genitoriale nei confronti dei minori: Es Saady M., Es Saady I., Es Saady O., in nome e per conto degli stessi; nonché in proprio dei maggiorenni: Es Saady Samira, Es Saady Abdelali, Es Saady Fouzia, germani tutti del defunto Es Saady Abdelhafid, dai quali formalmente officiato, elettivamente domiciliati presso que