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Raid dai vigili, altre tre denunce

OSTUNI - Il raid dell'alba del 5 maggio scorso nell'Ufficio traffico della Polizia municipale di Ostuni fu firmato non da un solo soggetto, Antonio Gianfreda di 27 anni, preso dopo essersi lanciato nel vuoto da undici metri, e finito in ospedale con gravi fratture, ma anche da un altro soggetto già noto alla giustizia, M.C. di 22 anni, che aveva seguito la stessa via di fuga restando a sua volta ferito seriamente nel volo dal retro dell'antico palazzo che ospita i vigili urbani, ma - a differenza del compare - ancora in grado di trascinarsi sino a casa di amici che lo soccorsero. E questi ultimi sono stati individuati e denunciati dagli investigatori del commissariato di polizia di Ostuni: si tratta dei fratelli F.M. e J.M. di 24 e 20 anni, che risponderanno di favoreggiamento personale aggravato.

Mar.Orl. 2 giugno 2012

OSTUNI - Il raid dell'alba del 5 maggio scorso nell'Ufficio traffico della Polizia municipale di Ostuni fu firmato non da un solo soggetto, Antonio Gianfreda di 27 anni, preso dopo essersi lanciato nel vuoto da undici metri, e finito in ospedale con gravi fratture, ma anche da un altro soggetto già noto alla giustizia, M.C. di 22 anni, che aveva seguito la stessa via di fuga restando a sua volta ferito seriamente nel volo dal retro dell'antico palazzo che ospita i vigili urbani, ma - a differenza del compare - ancora in grado di trascinarsi sino a casa di amici che lo soccorsero. E questi ultimi sono stati individuati e denunciati dagli investigatori del commissariato di polizia di Ostuni: si tratta dei fratelli F.M. e J.M. di 24 e 20 anni, che risponderanno di favoreggiamento personale aggravato.

M.C. invece, al pari di Antonio Gianfreda, è stato denunciato alla procura per concorso in tentato furto aggravato, danneggiamenti e altre circostanze di reato. E come l'altro soggetto che lo aveva accompagnato nel raid e nel salto alla disperata da una finestra sul retro, all'arrivo della polizia, è ingessato a dovere perchè alla fine in ospedale ci è finito anche lui. Anzi, il vero protagonista di tutta la vicenda è proprio M.C., che aveva una vendetta personale da consumare contro i vigili urbani: per una multa di 39 euro per divieto di sosta che aveva ricevuto qualche giorno prima nel centro storico. Questo il movente individuato dai poliziotti diretti da Francesco Angiuli. Una ritorsione, tuttavia condotta con imprudenza perchè a sorvegliare gli uffici della Polizia municipale c'è sempre un piantone.

Il vigile urbano aveva percepito perfettamente i rumori causati dai due individui: una porta di accesso all'Ufficio traffico sfondata, con vetrata andata in frantumi. L'hard-disk di un computer rovesciato sul pavimento. E' bastata una telefonata alla polizia, e sul posto è arrivata in brevissimo tempo una volante del commissariato. Per non restare intrappolati e subire un arresto in flagranza, i due soggetti hanno sfidato la sorte nel vero senso della parola, buttandosi da una finestra che si affaccia sul retro dello stabile, verso gli orti, con un dislivello di undici metri.

Non essendo acrobati, tutti e due gli autori dell'incursione negli uffici dei vigili urbani rimasero vittime di numerose fratture agli arti inferiori. Gianfreda non fu neppure in grado di spsostarsi di pochi metri, e avvistato dai poliziotti fu raggiunto da una equipe del 118 che provvide al suo trasferimento all'ospedale Perrino di Brindisi. Ma negli stesi frangenti, una pattuglia del commissariato incontrò anche un furgone sospetto con a bordo i fratelli F.M. e J.M., che in quel momento non offriva elementi sospetti. Ma il veicolo era servito poco prima per accompagnare a casa sua M.C., il quale a differenza del complice e malgrado le fratture che a anch'egli aveva riportato, era riuscito invece ad allontanarsi dal punto di caduta e a raggiungere la casa dei due fratelli, suoi conoscenti, chiedendo soccorso.

La conoscenza da parte degli agenti del commissariato dei soggetti della malavita locale, e di quelli che hanno condotte border-line, ha portato ad un incrocio inequivocabile di persone e fatti ed alla soluzione del caso. C.M. non ha retto molto alle lesioni da caduta: il giorno successivo i dolori erano tanto forti, accompagnati da febbre e gonfiori, da indurre il genitore del giovane a chiamare il 118. Da qui il ricovero urgente al Perrino di Brindisi del secondo autore del raid, a causa di fratture alla gambe a partire da quelle a entrambi i talloni. Tutto è stato collegato dalla polizia, e il caso - a questo punto - può considerarsi chiuso.

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