Rapina e ferimento, ha un nome il sospettato cercato dai carabinieri

FRANCAVILLA FONTANA – I carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana lo stanno cercando per interrogarlo nell’ambito delle indagini sulla rapina messa a segno lunedì mattina ai danni di Giosué Rodia, ferito a colpi di pistola dai banditi in fuga. Si chiama Pancrazio Carrino, ha 25 anni, è di San Pancrazio Salentino. Il 13 maggio del 2009 fu bloccato dai carabinieri alla guida di una vettura rubata. Nella successiva perquisizione nella sua abitazione rinvennero un fucile calibro 20 al quale era stata mozzata la canna.

La moto dei banditi

FRANCAVILLA FONTANA – I carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana lo stanno cercando per interrogarlo nell’ambito delle indagini sulla rapina messa a segno lunedì mattina ai danni di Giosué Rodia, ferito a colpi di pistola dai banditi in fuga. Si chiama Pancrazio Carrino, ha 25 anni, è di San Pancrazio Salentino. Il 13 maggio del 2009 fu bloccato dai carabinieri alla guida di una vettura rubata. Nella successiva perquisizione nella sua abitazione rinvennero un fucile calibro 20 al quale era stata mozzata la canna.

I carabinieri della compagnia comandata dal capitano Fabio Guglielmone (alle indagini partecipa anche il Reparto operativo provinciale del colonnello Gennaro Ventriglia) lo stanno cercando intanto perché hanno accertato è una delle persone con le quali si accompagnava spesso Bartolomeo Begher, 36 anni, francavillese, arrestato per concorso nella rapina e nel ferimento di Rodia. E ovviamente vogliono sapere dove si trovava lunedì mattina e verificare se ha qualche ferita recente, cioè non ancora rimarginata.

Lunedì mattina due rapinatori a bordo di una Yamaha, intestata alla madre di Begher, bloccano Rodia in via San Francesco e si fanno consegnare il borsello contenente 37mila euro in banconote di vario taglio. Ma solo di qualcuna delle banconote riescono a impossessarsi, perché Rodia il borsello glielo lancia addosso e aprendosi i soldi si sparpagliano per strada. La risposta dei banditi è rabbiosa: quattro colpi di pistola esplosi contro, uno dei quali raggiunge la vittima all’inguine. Altrettanto rabbiosa è la reazione di Rodia, che risale sulla sua R4, insegue la Yamaha e la tampona in via Brindisi.

I due, sebbene feriti, riescono a fare perdere le tracce. Begher ha riportato la peggio. Riesce ad arrivare a casa, ma deve chiamare il 118 perché ha dolori lancinanti alla schiena (forse ha una frattura alla spina dorsale). Nel pomeriggio lo arrestano e ieri mattina, dopo avere ripetuto al giudice per le indagini preliminari la sua confessione (“Guidavo la moto ma non ho fatto altro”) l’arresto è stato convalidato.

Per quanto riguarda il complice, ha detto di avere agito con un conoscente. Ed ha fornito un nome che è risultato inventato. Almeno questa è la versione che è stata fornita. Le indagini, come abbiamo scritto più volte, sono indirizzate tra le persone frequentate da Begher. Carrino è uno di questi. E i carabinieri vorrebbero interrogarlo. Ma sinora, stando alle indiscrezioni trapelate, non è stato possibile perché non sono riusciti a rintracciarlo.

Piero Argentiero

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