Rapina in gioielleria, domiciliari dopo un anno e tre mesi in carcere

Attenuazione della misura per Antonio Mangiulli: “Buona condotta”. Accolta istanza dell’avvocato Ermanno. Parere negativo del pm

BRINDISI – “Assenza di segnalazioni dal carcere in cui è ristretto da un anno e tre mesi”. Buona condotta, in altri termini, una sorta di “credito fiduciario posto alla base del riconoscimento dei domiciliari in favore di Antonio Mangiulli, 28 anni, brindisino, in carcere dal 25 gennaio 2017, con l’accusa di aver partecipato a rapine nella gioielleria Fischetti in corso Garibaldi e nella tabaccheria di via Tevere, a distanza di un’ora, e nel Compro oro di via Sicilia e in una ricevitoria di San Vito dei Normanni.

L’ordinanza del gip

MANGIULLI Antonio, classe 1990-4-2-2Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Giuseppe Biondi, ha accolto l’istanza presentata dal difensore Simona Ermanno, dopo aver ottenuto il patteggiamento della pena a quattro anni e otto mesi di reclusione per tutti e quattro i capi di imputazione contestati dal pubblico ministero. Il pm ha espresso parere negativo, superato dal gip nell’ordinanza depositata in cancelleria ieri, 2 maggio 2018.

Mangiulli (nella foto accanto), quindi, ha lasciato il carcere di Lecce per tornare nella sua abitazione, in regime di arresti domiciliari con divieto di comunicazione con persone diverse da quelli conviventi. Divieto esteso anche a telefonate e contatti internet (Facebook).

Il credito fiduciario

Il gip ha evidenziato che il brindisino, prima di essere arrestato, era “soggetto incensurato e che dal giorno dell’arresto ha dimostrato un atteggiamento parzialmente collaborativo”. Ha ammesso di aver preso parte alle azioni, ma non ha mai fornito indicazioni sul nome dei complici, arrestati successivamente.

simona ermanno-2“Fermo restando il permanere delle esigenze cautelari,  va osservato che in relazione al periodo di detenzione inframuraria sofferto, dell’intervenuto patteggiamento, dell’assenza di segnalazioni disciplinari o altro provenienti dalla casa circondariale di Lecce, è possibile attribuire un credito fiduciario in favore di Mangiulli”, ha scritto il giudice accogliendo l'istanza della penalista Simona Ermanno (nella foto accanto).

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