Rapinatore spara a vigilante: preso

BRINDISI - Vigilia di Natale di sangue e violenza in pieno centro a Brindisi, dove un rapinatore ha sparato ad una guardia giurata in servizio davanti alla sede delle Poste in piazza Vittoria, prima di essere catturato dalla polizia. Risponderà di tentato omicidio, tentata rapina, porto e detenzione di arma fa fuoco modificata e spari in luogo pubblico. Il vigilante è stato raggiunto ad una gamba da una scarica di pallini esplosa con un fucile a canne mozze impugnato da Giuseppe Maisto, 35 anni, un'autentica scheggia impazzita nel panorama della malavita locale, già condannato a sette anni e mezzo di carcere il 18 giugno del 2010 per altre due rapine in città.

Giuseppe Maisto

BRINDISI - Vigilia di Natale di sangue e violenza in pieno centro a Brindisi, dove un rapinatore ha sparato ad una guardia giurata in servizio davanti alla sede delle Poste in piazza Vittoria, prima di essere catturato dalla polizia. Risponderà di tentato omicidio, tentata rapina, porto e detenzione di arma fa fuoco modificata e spari in luogo pubblico. Il vigilante è stato raggiunto ad una gamba da una scarica di pallini esplosa con un fucile a canne mozze impugnato da Giuseppe Maisto, 35 anni, un'autentica scheggia impazzita nel panorama della malavita locale, già condannato a sette anni e mezzo di carcere il 18 giugno del 2010 per altre due rapine in città.

Maisto, secondo le prime ricostruzioni, è giunto nei pressi dell'obiettivo a bordo di un'Alfa Romeo 156 Twin Spark, parcheggiandola in via Cesare Battisti, poi ha assaltato l'ufficio postale di piazza Vittoria mentre era in corso un trasferimento di denaro. Erano da poco trascorse le 7,30. La dinamica dei fatti ricorda quella della tragica rapina dell'altro giorno davanti ad una banca di Taranto, che è costata la vita ad una guardia giurata. Gli autori sono ancora sconosciuti. Ma nella vicenda di questa mattina lo svolgersi dei fatti è stato più complesso.

Maisto, sembra, è entrato in azione mentre le guardie giurate dell'Ivri, dopo aver effettuato una veloce ricognizione del luogo, stavano trasferendo il denaro dall'ufficio postale centrale ad un furgone blindato. Uno dei vigilantes si è accorto dello sconosciuto che stava estraendo da sotto al giubbotto un fucile a canne mozze e gli si è lanciato contro per bloccarlo, ma è partito il colpo che ha raggiunto di striscio la guardia giurata. Il collega del vigilante ferito a quel punto ha estratto la pistola esplodendo numerosi colpi in aria e puntando poi l'arma contro Maisto, mentre arrivavano in zona  pattuglie della Sezione volanti, del Nucleo radiomobile dei carabinieri e della Guardia di Finanza.

Maisto è stato bloccato e ammanettato dalla polizia. Non è stato ancora possibile appurare se avesse o meno complici. Sul posto il vicequestore Francesco Barnaba, dirigente della Squadra mobile. Il colpo avrebbe fruttato a Maisto, se fosse andato a segno, circa centomila euro. Molto, ma molto di più delle azioni per le quali il 18 giugno 2010 fu condannato dal tribunale di Brindisi.

La prima di quelle rapine venne messa a segno verso le 20 del 15 dicembre 2008. Poche decine di euro. L’allarme scattò immediatamente e dopo una quindicina di minuti ai poliziotti della Sezione antirapina della Squadra mobile giunse la segnalazione di un’altra rapina presso un tabaccaio in piazza Di Summa.Una pattuglia era nella zona e arrivò immediatamente. Un ispettore cercò di bloccare Maisto, afferrandolo per il giubbotto. Ma l’uomo, con un gesto repentino, se lo sfilò e riuscì a fuggire.  Il bandito fece perdere le tracce.

Venne rintracciato dopo qualche giorno a Napoli. Era a bordo di un’auto rubata. Lo fermarono i carabinieri e lo arrestarono. Il giudice lo assegnò ai domiciliari, nella sua casa di Brindisi. L'uomo è portatore di una patologia che lo rende incompatibile col regime carcerario (ha già trascorso diversi anni in cella a Poggioreale). Ma Maisto evase. Passò vicino ad un albergo del centro. Entrò e chiese una stanza. L’addetto alla reception gli rispose che non c’erano stanze disponibili. Maisto uscendo notò che nella toppa della porta dell’albergo c’era la chiave. Chiuse dall’esterno e si portò via la chiave bloccando nell'hotel personale e ospiti dell’albergo.

Rintracciato venne nuovamente arrestato. E finì nuovamente in carcere il 10 novembre scorso 2009. In una delle sale di aspetto della stazione ferroviaria di Brindisi si era avvicinato ad una ragazza ed aveva cominciato a molestarla. La ragazza aveva chiesto aiuto. Erano intervenuti due ferrovieri e Maisto li aveva aggrediti. “Mi difesi perché mi accusavano di qualcosa che io non avevo fatto”, si giustificò. La difesa fu molto energica, tanto da essere chiamato a rispondere anche di danneggiato della sala d’attesa. Intervennero gli agenti della polizia ferroviaria e lo bloccarono. Acquisita la dichiarazione della ragazza, il soggetto, che peraltro era sottoposto a sorveglianza speciale, tornò in galera.

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