Restinco, tra emergenze socio-sanitarie e sfruttamento del lavoro nero

BRINDISI - E' un quadro di emergenze diffuse quello che emerge dal rapporto sui 21Centri per immigrati in Italia stilato da Medici senza frontiere e dall'associazione umanitaria Finis Terrae. Brindisi, con il caso di Restinco che riunisce sia un centro per l'accoglienza (Cara) che uno per l'identificazione e l'espulsione di immigrati clandestini (Cie), si colloca in questa emergenza come una struttura che necessita di maggiore organizzazione. L'assistenza sanitaria non è adeguata e il lavoro nero, radicato nel tessuto economico del territorio, non aiuta l'inserimento nella società.

BRINDISI - E' un quadro di emergenze diffuse quello che emerge dal rapporto sui 21 centri per immigrati in Italia stilato da Medici senza Frontiere e dall'associazione umanitaria Finis Terrae. Brindisi, con il caso di Restinco che riunisce sia un centro per l'accoglienza (Cara) che uno per l'identificazione e l'espulsione di immigrati clandestini (Cie), si colloca in questa emergenza come una struttura che necessita di maggiore organizzazione. L'assistenza sanitaria non è adeguata e il lavoro nero, radicato nel tessuto economico del territorio, non aiuta l'inserimento nella società.

"E' una situazione difficile - spiega Silvia Colona di Medici senza Frontiere che questa sera ha esposto i risultati del rapporto "Al di là del muro" - soprattutto dal punto di vista sanitario. Brindisi poi ha questa situazione di duplice accoglienza che peggiora ulteriormente le cose". Insieme a Gianluca Nigro (Finis Terrae) e Vito Capone (Ordine dei Medici della Provincia di Brindisi) hanno spiegato i deficit di questi centri.

A distanza di cinque anni da primo rapporto su quelli che erano i Cpt, poi diventati Cie e Cara, le associazioni di volontari hanno trovato ancora moltissime carenza. "Il Sud è una terra particolare per chi arriva qui - ha sottolineato Nigro - chi arriva a Brindisi per esempio, anche se ha solo bisogna di aspettare per ottenere il permesso di soggiorno, si ritrova in un contesto sociale molto difficile".

Lavoro nero e avvocati che chiedono fino a 1.400 euro  per svolgere tutte le pratiche necessarie, sono solo alcune delle difficoltà che devono affrontare.  Ancor più complicata è invece la situazione per chi si ferma a Brindisi in attesa del provvedimento di espulsione. L'eterogeneità delle presenze non aiuta l'integrazione e invece inasprisce anche la convivenza.

Un rapporto che in parte ricalca quella già evidenziata la scorsa settimana durante la visita del senatore del Pd Salvatore Tomaselli. In quell'occasione, il senatore raccontò anche di colloqui molto accorati con ospiti di Restinco che vivevano storie di solitudine.

Ci sono circa 50 ospiti nella parte di Cie e 70 in quella di Cara, ma tra i primi vi sono anche persone che hanno vissuto in Italia negli ultimi vent'anni e che, perso il posto di lavoro, non hanno potuto rinnovare il permesso di soggiorno, diventando "clandestini" per la legge italiana.

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