Ricettazione, maltrattamenti, lesioni e rapina aggravata tre arresti

Tre arresti da parte dei carabinieri tra Villa Castelli, Ceglie Messapica e Brindisi

Tre arresti da parte dei carabinieri tra Villa Castelli, Ceglie Messapica e Brindisi.

A Villa Castelli i carabinieri hanno eseguito “l’ordinanza di sostituzione della misura degli arresti domiciliari” con la misura della “custodia cautelare in carcere” emessa dal Gip del Tribunale di Brindisi nei confronti di Vito Cataldo Carruozzo 64enne del luogo. Il provvedimento maggiormente afflittivo è scaturito dalle ripetute violazioni degli obblighi derivanti dagli arresti domiciliari cui era stato sottoposto. L’uomo era stato assoggettato alla misura dai primi del mese di aprile per detenzione abusiva di un fucile con matricola abrasa, ricettazione di attrezzi agricoli e istigazione alla corruzione.

A Ceglie Messapica è stato arrestato in ottemperanza all’“ordine  di esecuzione per l’espiazione presso il domicilio delle pene detentive” emesso  dalla Procura della Repubblica  presso il Tribunale di Brindisi, Ufficio Esecuzioni Penali un 50enne del luogo. L’uomo deve espiare la pena di anni 1 mesi 2 e giorni 4 di reclusione per i reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali, violenza privata e minaccia. I reati verificatisi in ambito familiare, risalgono all’aprile del 2015 e sono stati commessi a Ceglie Messapica. Colpì a forbiciate la ex moglie al culmine dell’ennesima lite per gelosia. L’arrestato espletate le formalità di rito è stato  condotto nella sua abitazione in regime di detenzione domiciliare.

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A Brindisi invece è stata eseguita una “ordinanza di sostituzione di misura cautelare ” nei confronti del 28enne Domenico Di Santantonio. Il giovane era evaso dalla Comunità “Arcobaleno” di Lecce, dove era ristretto ai domiciliari e dalla quale il 3 luglio scorso si era arbitrariamente allontanato. I reati contestati per i quali era stato collocato agli arresti domiciliari  sono rapina aggravata in concorso con l'uso delle armi, violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza speciale, nonché concorso nella detenzione di una pistola utilizzata per la commissione della rapina. I fatti reato  risalgono al 3 febbraio scorso e sono relativi alla rapina in una gioielleria di Sava (Ta), che ha fruttato un  bottino in monili  per un valore di 10mila euro.  

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