Declassamento base Marina: "Necessario incontro con lo Stato Maggiore"

Dopo le rassicurazioni sul ritorno all'autonomia nel 2018, si sono registrate delle novità che hanno messo di nuovo in allarme i dipendenti civili

BRINDISI – Non si attenuano le polemiche suscitate dalla riorganizzazione della base della Marina Militare di Brindisi (Marinastav), che dall’1 gennaio è stata declassata a reparto di Taranto. I dipendenti civili della base adesso chiedono un incontro urgente delle segreterie nazionali di Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Pa con lo Stato Maggiore della Marina, "per l’apertura di un tavolo tecnico nazionale permanente per controllare e monitorare il processo di riorganizzazione messo in atto con il Fom n. 51 del 21.12.2016”. Tale richiesta è stata avanzata nel corso di un’assemblea convocata dalle segreterie territoriali di categoria.

La scorsa settimana, durante un incontro con il comandante della Terza divisione navale, contrammiraglio Salvatore Vitiello, cui partecipò anche il comandante di Maristanav Brindisi, capitano di vascello Alfio Forte, i sindacati erano stati rassicurati sul fatto che nel 2018 la base di Brindisi sarebbe tornata autonoma.

Ma nelle ultime ore si sono registrate delle novità che hanno messo nuovamente in allarme i lavoratori: “Ovvero – si legge in una nota congiunta dei sindacati Cgil, Cisl e Uil - la soppressione dell’Ops denominato sala convegno unica con annesso soggiorno marino ufficiali, sottufficiali, VSP e truppa di Maristanav Brindisi e la soppressione del Crdd di Maristanav Brindisi (il circolo ricreativo dei dipendenti difesa) e la costituzione del Crdd della Brigata San Marco”.

“Provvedimenti frettolosamente emanati - si legge nalla nota sindacake - i cui riflessi, oltre che per  la modifica degli aspetti amministrativi, avranno ineludibili ricadute negative sulle dotazioni organiche”. I sindacati dunque si pongono degli interrogativi “sulla ratio  che guida i vertici della Marina Militare se è vero che viene confermata la volontà di investire sul poli Brindisino e  che nel 2018  Maristanav Brindisi dovrebbe avere i requisiti per  essere individuata stazione appaltante ai sensi del D.lvo 50/2016”.

“Ad ulteriore conferma della legittimità delle preoccupazioni – proseguono le organizzazioni sindacali - proprio in queste ore circolano notizie che vedrebbero anche  la Piscina Parodo ed il Campo di Calcio Ciaravolo  transitare  alla Brigata san Marco”. “Lungi dal voler creare un clima di allarmismo – si legge ancora nella nota - è del tutto evidente che preoccupazioni già manifestate e confermate nel corso dell’assemblea del personale civile Difesa hanno un fondamento di legittimità”.

I sindacati danno la propria disponibilità a “discutere con il comando Marina del piano di riorganizzazione della base navale di Brindisi  e proprio per questo il 12 gennaio avevamo chiesto all’ammiraglio Vitiello di  farsi portavoce con lo Stato Maggiore Marina della richiesta di un coinvolgimento delle organizzazioni sindacali nazionali e territoriali  rivendicando il diritto ad una puntuale informativa che, invero,  a fronte di un processo di riordino in continua evoluzione continua a mancare”.

“La storia – concludono i sindacati - quella di quasi 20 anni di lotta di  Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa sempre affianco ai dipendenti civili della Base Navale di Brindisi, impone di non abbassare la guardia  su questo polo industriale che, in termini di indotto diretto ed indiretto è sicuramente il più importante della provincia”.  

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