Traversine ferroviarie a Torre Guaceto: sopralluogo di Arpa e Finanza

Si ipotizza il reato, per il momento a carico di ignoti, di gestione illecita di rifiuti pericolosi nella zona degli stagni

Traversine ferroviarie a Torre Guaceto

BRINDISI - Si indaga sulla presenza di 1300 traversine ferroviarie, classificate come rifiuti pericolosi altamente cancerogeni, nella zona degli stagni della riserva marina di Torre Guaceto. L’ipotesi di reato che si configura, per il momento a carico di ignoti, è quella di gestione illecita di rifiuti pericolosi. Il procedimento scaturisce da un sopralluogo congiunto dei tecnici dell’Arpa di Brindisi e dei militari della Sezione operativa navale della guardia di finanza di Brindisi che si è svolto stamattina (4 dicembre) all’interno dell’oasi.

Le traversine sono state conficcate nel terreno in modo da realizzare una palizzata che separa le paludi da un sentiero. Dal 2003 sono trattate come rifiuti speciali pericolosi. Queste, infatti, sono impregnate di un prodotto, l’olio di creosoto, che contiene idrocarburi policiclici aromatici, fra cui una delle sostanze più cancerogene che esistano, il benzo(a)pirene. Gli inquirenti, d’intesa con la Procura della Repubblica di Brindisi, avvieranno nei prossimi giorni degli accertamenti per risalire ai responsabili dell’illecita gestione dei rifiuti.

Il fatto che la zona delle paludi di Torre Guaceto fosse disseminata di traversine, in realtà, era già stato segnalato nell’ottobre 2015 dal segretario del circolo di Carovigno del Partito comunista, Tonino Mosaico, attraverso un comunicato stampa. Mosaico parlò all’epoca di voci secondo le quali un finanziamento erogato nei primi anni 2000 al Comune di Carovigno (socio del consorzio di gestione dell’oasi di Torre Guaceto, insieme al Comune di Brindisi e al Wwf) era stato “poi usato per le suddette traversine”. La questione, però, restò in sospeso.

Domani, intanto, l’assemblea dei soci del Consorzio si riunirà per nominare il nuovo presidente, a due mesi dalle dimissioni del presidente uscente, Vincenzo Epifani, nel frattempo entrato nella giunta di Carovigno presieduta dal sindaco Carmine Brandi. Una delle prime pratiche che finirà sulla scrivania del nuovo presidente, con ogni probabilità, sarà proprio quella riguardante la presenza di rifiuti pericolosi all'interno dell'oasi. 

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