"I soldi delle multe? Utilizzabili per migliorare la viabilità"

Le somme per le violazioni al Codice della Strada non sono invece destinabili al personale comunale

E’ nauseante dover spesso discutere di problematiche sotto l’aspetto tecnico, ma spesso si rende necessario, come nel caso di specie, per dare risposte concrete. L’articolo apparso su questa testata, relativo agli introiti per servizi resi dai vigili urbani nel 2017, offre lo spunto per intervenire sull’argomento al fine di contribuire per meglio chiarire la questione.

E’ evidente che il rilevante importo introitato nel corso del 2017  non può essere attribuito, come ritenuto,  alla sola indisciplina degli automobilisti, ma anche alla mancanza di parcheggi o di appropriati regolamenti relativi alla sosta, argomenti questi ultimi che vanno affrontati con immediatezza, tenendo conto delle possibilità di attingere normativamente a specifiche risorse finanziarie per il contenimento della questione.

Infatti, gli introiti di circa due milioni di euro alla data del 27 dicembre del decorso anno, come indicati  correttamente nel titolo ed articolo di stampa imputati per “sanzioni per violazioni al codice della strada” devono trovare allocazione nel rispettivo capitolo di entrata di bilancio che naturalmente deve essere diverso da quello in cui trovano collocazione entrate da “proventi relativi servizi di polizia urbana nel 2017”,  per esempio introiti di diversa natura come contravvenzioni per occupazione abusiva di suolo pubblico, per rilascio di licenze di esercizio e così via.

E’  presumibile, anzi certo, che il settore finanziario del Comune conosca bene, ed altrettanto bene sappia il Collegio dei Revisori che ha la responsabilità di verifica sui capitoli di entrata di bilancio, la imputazione percentuale e le finalità normativamente attribuite  sull’utilizzo dei proventi derivanti all’ Ente dalle sanzioni al codice della strada, ma ancor più continuerà ad essere vigile il nuovo comandante del corpo di Polizia municipale acché risulti ben distinto l’introito a detto titolo.

L’occasione è utile per rammentare che la normativa vigente di cui all’art. 208 CdS e le univoche decisioni  delle sezioni della Corte dei Conti  obbligano in maniera categorica  l’esatto utilizzo dei proventi delle sanzioni al codice della strada. Che è irragionevole, oltre che illegittima,  l’ipotesi di finanziare con dette entrate voci retributive o di indennizzo in favore di dipendenti a tempo indeterminato o per finalità di incentivazione del personale di polizia municipale.

Certamente giusto ed in linea con una sana e corretta gestione del Comune sono gli interventi finalizzati nella misura del 50% del gettito complessivo realizzato dalle sanzioni al codice della strada e nei limiti delle ripartizioni delle quote percentuali stabilite. Da detto riparto di introiti vengono determinate anche  finalità di spesa per manutenzione del manto stradale comunale, per la sistemazione della segnaletica stradale, per la sicurezza stradale, per svolgimento di corsi  didattici sull’educazione stradale e tante altre ancora.

Ove consentito, è ragionevole richiamare, al fine di evitare situazioni già verificatesi nel passato, che la normativa vigente prevede nel riparto delle somme in parola la possibilità di spesa per assunzioni stagionali a progetto nelle forme di contratto a tempo determinato e che l’occasione non può sfuggire tenuto conto della necessità di mantenere quanto meno inalterata la forza lavoro dei vigili urbani nel periodo stagionale.

Ed è in relazione a quanto sopra evidenziato, utile appare che il Comando della Polizia Municipale proceda ad una attenta rivisitazione degli esatti importi riscossi al titolo di sanzioni al codice della strada con la trasmissione degli  importi da indicare in bilancio per gli obiettivi da realizzare al Commissario da poiché  il surriferito art. 208 dispone che venga stabilito dalla Giunta comunale, quindi nel caso di specie dal Commissario Straordinario con i poteri di Giunta, il riparto annuale di dette somme.

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