Rolex falsi e autoriciclaggio: nuovo arresto per un gioielliere

La guardia di finanza contesta nuovi addebiti all'imprenditore ostunese Giuseppe Pannofino, già arrestato nell'aprile 2018 nell'ambito dell'operazione Frankenstein

OSTUNI – I proventi della commercializzazione di orologi Rolex e Omega contraffatti sarebbero stati reinvestiti nella sua attività. Per questo è stato nuovamente arrestato per il reato di autoriciclaggio aggravato l’imprenditore ostunese Giuseppe Pannofino, 58 anni, titolare della gioielleria “Lo Scrigno”, già arrestato nell’aprile 2018 nell’ambito dell’operazione Frankenstein. 

L’uomo è stato raggiunto da un ordinanza di custodia cautelare in regime di domiciliari emessa dal tribunale del Riesame, su richiesta del pm Raffaele Casto, a seguito della seconda tranche di accertamenti investigativi effettuati dai militari del Nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Brindisi diretti dal colonnello Pierpaolo Manno, comandante provinciale, e dal tenente colonnello Gabriele Gargano.

La misura restrittiva, emessa lo scorso settembre, è stata eseguita solo nella serata di ieri (mercoledì 9 gennaio), dopo che la Corte di Cassazione ha bocciato il ricorso presentato dall’avvocato dell’imprenditore, a piede libero dallo scorso agosto.  Insieme a Pannofino, lo scorso aprile, vennero arrestati altri cinque soggetti: quattro residenti a Taranto e uno a Napoli. 

Quello scoperto dai finanzieri era un complesso sistema di contraffazione e ricettazione di preziosi beni commercializzati in Italia ed in Europa. In particolare gli indagati alteravano, mediante assemblaggio, pezzi non autentici con movimenti e parti originali di costosissimi orologi. I beni, corredati da scatole, garanzie, certificati di proprietà ed altri accessori (in modo da creare pezzi difficilmente riconoscibili da normali acquirenti come accertato dalle perizie di famose maison orologiere) venivano poi rivenduti, da una nota oreficeria della provincia brindisina ad ignari clienti e/o ad altre imprese.

Da quanto accertato dagli inquirenti, Pannofino, che non è concessionario Rolex,si occupava della vendita al dettaglio di orologi Rolex e Omega, cosiddetti "di secondo polso" (usati) muniti di certificato. Il legale dell’indagato respinse gli addebiti contestati al suo assistito, sostenendo che questi era “vittima inconsapevole di una truffa perpetrata a suo danno e della stessa impresa Lo Scrigno”. 

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