Scavi da ricoprire, ma ci sarà un calco

BRINDISI - La decisione di ricoprire gli scavi è stata presa da giorni. Il nodo da sciogliere, adesso, è il seguente: come valorizzare gli antichi resti di Porta Reale emersi nel tratto di lungomare compreso fra i giardinetti Vittorio Emanuele e piazza Dionisi?

Pasquale Luperti

BRINDISI - La decisione di ricoprire gli scavi è stata presa da giorni. Il nodo da sciogliere, adesso, è il seguente: come valorizzare gli antichi resti di Porta Reale emersi nel tratto di lungomare compreso fra i giardinetti Vittorio Emanuele e piazza Dionisi? Fra le ipotesi attualmente al vaglio dell’Amministrazione comunale, la più concreta prevede la realizzazione di un calco: una riproduzione dei ruderi della porta, insomma, da esporre in pubblico.

Si tratta di due basamenti di pietra appartenenti a quella che, fino alla prima metà del 1700, era una delle tre porte d’acceso al capoluogo messapico (eretta nel XV secolo insieme a Porta Mesagne e Porta Lecce nell’ambito delle opere di fortificazione di Brindisi, la struttura venne demolita durante i lavori di sistemazione del porto progettati da Andrea Pigonati). Ma ogni decisione dovrà essere sottoposta al parere della Soprintendenza ai beni archeologici della Puglia.

Il Comune dovrà attendere il nulla osta della soprintendenza anche per la copertura dell’area di cantiere. Alcuni esperti nominati dalla stessa Soprintendenza, in particolare, dovranno valutare se la mappatura del lungomare elaborata alcuni mesi fa dal comune con tecnologia laser 3D, fornisca un quadro esaustivo di viale Regina Margherita.

Di certo, il sindaco Mimmo Consales intende stringere i tempi. “Dall’area di scavo – dichiara Paquale Luperti, assessore comunale all’Urbanistica – affiorano le condutture della fognatura e i tubi del gas. Le condizioni igienico-sanitarie non sono soddisfacenti. La decisione di ricoprire i resti della porta era inevitabile. Non si può restare così”.

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Scartata quindi l’ipotesi di lasciare in vista i reperti archeologici, magari attraverso l’utilizzo di una teca di vetro, è maturata l’idea di produrre un calco dei blocchi che emergono immediatamente a ridosso della sede della Capitaneria di porto. “Si tratta solo di un’ipotesi. La scelta finale – precisa Luperti – passerà attraverso un confronto con la Soprintendenza. Faremo il massimo per valorizzare i resti di Porta Reale e tutti i reperti venuti alla luce durante i lavori di ristrutturazione del lungomare”.

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