Scu, due gruppi nel traffico di droga: “Il fumo ci serve, sta andando forte”

Ramificazioni a Cellino e San Donaci: le motivazioni alla base della condanna di 53 brindisini nel processo in abbreviato a conclusione dell’inchiesta Omega bis

BRINDISI – “L’assunto accusatorio deve essere confermato in merito all’esistenza dell’associazione di stampo mafioso contestata dalla Procura, inserita nella più storica organizzazione denominata Sacra Corona Unita, nonché l’operatività dei sodalizi dediti al traffico di sostanze stupefacenti: uno diretto e organizzato da Benito Clemente e Antonio Saracino, l’altro dai fratelli Carlo e  Piero Solazzo”.

Blitz Omega Bis, da sinistra, Cristiano Tomassini, Nicola Conforti e Pasquale Ferrari-2

La Scu

Esisteva la Scu, stando alla sentenza del Tribunale di Lecce, pronunciata con rito abbreviato, a conclusione dell’inchiesta della Dda chiamata Omega Bis. Sarebbe rimasta attiva fra Cellino San Marco e San Donaci come organizzazione soprattutto attiva nel traffico di droga, “sino al maggio 2014, con permanenza”, stando a quanto si legge nelle motivazioni che sono state depositate nelle settimane scorse. Ne avrebbero fatto parte, sempre stando alla sentenza, i seguenti brindisini: Benito Clemente, Floriano Chirivì, dei quali ha parlato il pentito Sandro Campana in alcuni verbali resi durante il periodo delle dichiarazioni, Vito Conversano, i fratelli Carlo e Pietro Solazzo, Massimiliano Pagliara, Daniele D’Amato, Claudio Bagordo, Gabriele Leuzzi, Gabriele Cucci, Daniele Rizzo, Luca Goffredo, Giuseppe Chiriatti, Cosimo Perrone, Giuseppe Giordano, Cosimo Mazzotta, Giuseppe D’Errico e Cosimo Fullone.

“Per insufficienza di prove”, sono stati assolti dall’accusa Onofrio Corbascio, Antonio Corbascio e Saverio Rizzo.

Le pene più severe sono state inflitte ai brindisini ritenuti a capo del sodalizio di stampo mafioso, a partire da Carlo Solazzo, condannato a 25 anni; e dal fratello  Pietro 24 anni e due mesi. Il primo è anche imputato nel processo dinanzi alla Corte d’Assise del Tribunale di Brindisi per l’omicidio di Antonio Presta, esecuzione considerata dai pm della Dda di stampo mafioso e premeditato. Il fatto di sangue avvenne a San Donaci, comune di residenza della vittima, il 5 settembre 2012.

Fonti prova

Benito Clemente-2“Le intercettazioni hanno inequivocabilmente posto in evidenza l’operatività di un’associazione dedita al traffico di stupefacenti”, ha scritto il gup Carlo Cazzella. “Benito Clemente (nella foto accanto), rimanendo sapientemente dietro le quinte si occupava dei rifornimenti, Antonio Saracino provvedeva alla costante distribuzione della droga sul territorio, ai fini del successivo spaccio, avvalendosi dalla collaborazione fidata di Cosimo Vitale, spesso in auto con lui e, quindi, informato su tutte le vicende”, è scritto nella sentenza. “A volte incaricato di provvedere materialmente alle consegne in altri paesi facendo uso di un’Alfa Romeo 166”.

“Saracino – si legge ancora – curava personalmente le varie cessioni delle dosi ai clienti, concordava con Vitale ogni aspetto operativo e organizzativo e ricorreva, dove del caso, alle intimidazioni per indurre i debitori a saldare i conti”. Talvolta si lasciava andare ad “esternazioni compiaciute per lauti profitti e provvedeva alla custodia della droga nella sua abitazione e in luoghi isolati”.

“Il pieno coinvolgimento con ruolo apicale di Clemente emerge da alcune significative conversazioni con Saracino”. Nella sentenza sono stati riportati diversi stralci di intercettazioni, tra le quali la seguente: “Il fumo ci serve, sta andando forte proprio, devo trovare il modo, almeno li mettiamo in cassa”.

Le intercettazioni sono alla base delle condanne per i brindisini considerati attivi nell’altro gruppo specializzato nel traffico di droga, al cui vertice ci sarebbero stati i fratelli Solazzo e Marco Pecoraro. “Agli spacciatori veniva concessa fiducia con la ormai consueta formula della cessione in conto vendita”, si legge nella sentenza.

I guadagni

Carlo Solazzo-2Tale impostazione avrebbe consentito di “assicurare un profitto sul ricarico”. Il gruppo versava “grossi importi ai fornitori: un chilo di cocaina si aggirava attorno ai 50mila euro”. Il sodalizio, sempre stando alla sentenza, “disponeva di auto, basi logistiche e luoghi di custodia delle droga e si avvaleva della fattiva collaborazione di una donna”. La contestazione è stata mossa nei confronti di Daniela Presta, “soprattutto nel periodo in cui il suo convivente, Pietro Solazzo, era detenuto”. Daniela Presta ha scelto il rito ordinario. Nella foto al lato Carlo Solazzo.

Le condanne e l’Appello

Sono stati condannati e intendono presentare appello: Salvatore Arseni, 43 anni, di San Pietro Vernotico, condannato a sei anni e otto mesi più 30mila euro; Claudio Bagordo, 44 anni, di San Pietro Vernotico, sette anni, dieci mesi e venti giorni; Vito Braccio, 35 anni, di Mesagne, sei anni e dieci mesi più 32mila euro; Cristian Cagnazzo, 39 anni, di Copertino (Lecce), quattro anni e due mesi più 18mila; Gianni Caputo, 24 anni, di San Pietro Vernotico, sei mesi e mille euro; Giuseppe Chiriatti, 28 anni, di Mesagne, sei anni, due mesi e venti giorni; Oronzo Chiriatti, 30 anni, di San Pietro Vernotico, sei anni, otto mesi e 30mila euro;  Floriano Chirivì, 36 anni, di Mesagne, sei anni, due mesi e venti giorni; Benito Clemente, 38 anni, di San Pietro Vernotico, 20 anni e dieci mesi;  Vito Conversano, 46 anni, di San Donaci, sette anni.

Sono stati condannati e presenteranno appello anche: Giuseppe Cortese, 28 anni, di San Pietro Vernotico, quattro anni, due mesi e 18mila euro di multa; Cucci Gabriele, 27 anni, di San Pietro Vernotico, quattro anni e otto mesi; Daniele D’Amato detto “Cacanachi”, 39 anni, di San Donaci, cinque anni, sei mesi e 26mila;  Giuseppe D’Errico, 35 anni, di Mesagne, sei anni; Antonio Francesco De Luca, detto "ticitone", 26 anni, di San Pietro Vernotico, quattro anni e due mesi più 18mila euro;  Saverio Elia, 39 anni, di San Pietro Vernotico, quattro anni e quattro mesi più 18mila;  Marco Ferulli, 44 anni, originario di Catania ma residente a San Pietro, sette anni, un mese e dieci giorni;  Francesco Francavilla, 37 anni, di San Pietro Vernotico, sei anni, due mesi e 28mila euro;  Cosimo Fullone, 40 anni, di Mesagne, sei anni e quattro mesi più 28mila;  Cristian Gennari, 30 anni, di Mesagne, nove anni e quattro mesi; Francesco Giannotti, 30 anni, di Mesagne, quattro anni e due mesi più 18mila euro;  Giuseppe Giordano, 46 anni, di San Pietro Vernotico, sei anni, due mesi e venti giorni.

Condannati e ricorreranno in appello anche:  Davide Goffredo, 36 anni, di San Pietro Vernotico, quattro anni, due mesi e 18mila euro;  Luca Goffredo, 38 anni, di San Pietro Vernotico, sei anni, due mesi e venti giorni;  Paolo Golia, 34 anni, di San Pietro Vernotico, quattro anni più 18mila; Hajdari Gennaro, 34 anni, di Palermo, un anno e sei mesi più quattromila euro di multa; Stefano Immorlano, 36 anni, di Campi Salentina, quattro anni, due mesi e 18mila euro;  Fausto Lamberti, 38 anni, di Campi Salentina, sei anni e dieci mesi;  Gabriele Leuzzi, 38 anni, di Campi Salentina, quattro anni e otto mesi;  Cosimo Mazzotta, 54 anni, di Cellino San Marco, sette anni, nove mesi e dieci giorni.

Raffaele Renna-2Condanna in primo grado e ricorso in appello per: Umberto Nicoletti, 40 anni, di Lecce, sei anni, dieci mesi e 32mila euro; Massimiliano Pagliara, 40 anni, di San Pietro Vernotico, nove anni e quattro mesi;  Marco Pecoraro, 37 anni, residente in Germania, venti anni, dieci mesi e venti giorni;  Cosimo Perrone, 34 anni, di San Pietro Vernotico, sei anni, due mesi e venti giorni;  Giuseppe Perrone detto “Barabba”, 45 anni, di San Pietro Vernotico, undici anni e sei mesi;  Gianluca Re, 38 anni, nato in Germania, otto mesi con sospensione della pena e 1.200 euro; Raffaele Renna (nella foto accanto), 48 anni, nato a Mesagne, detto Puffo, sei anni e otto mesi più 30mila euro; Daniele Rizzo, 40 anni, di San Pietro Vernotico, sette anni, nove mesi e dieci giorni.

Ricorso in appello per: Giuseppe Saponaro, 35 anni, di Mennigen (Germania), quattro anni e 18mila euro;  Antonio Saracino, 41 anni, di Mesagne, 20 anni e quattro mesi;  Valtere Scalinci, 42 anni, di Albstad-Ebingen (Gernamia), quattro anni e due mesi più 18mila euro; Carlo Solazzo, 41 anni, di San Pietro Vernotico, 25 anni e quattro mesi;  Pietro Solazzo, 38 anni, San Pietro, 24 anni e due mesi;  Pietro Soleti, 52 anni, sette anni, nove mesi e dieci giorni, di San Pietro Vernotico;  Nicola Taurino, 25 anni, di San Pietro Vernotico, un anno, sei mesi e quattromila euro;  Andrea Vacca, 42 anni, di San Pietro Vernotico, sei anni e dieci mesi;  Cosimo Vitale, 28 anni di Campi Salentina, sette anni e due mesi; Giuseppe Pantaleo Filieri, un anno, quattro mesi e quattromila euro con sospensione della pena;  Leonarda Greco  alla pena due anni e quattro mesi più 800 euro; Roberto Longo, 50 anni, di Nardò, un anno e quattro mesi più quattromila euro; Giuseppe Luigi Screti, 30 anni, di Mesagne, due anni e 600 euro; Francesco Trinchera, 44 anni, di Nardò, un anno e quattro mesi più quattromila euro di multa.

 

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