Violenza sessuale: appello bis e conferma condanna per insegnante

Parti civili tre famiglie di studenti di San Vito dei Normanni e il Miur. I fatti risalgono al gennaio-maggio del 2011

SAN VITO DEI NORMANNI – Resta fissata in sei anni e 8 mesi di carcere la pena per un insegnante di educazione fisica di San Vito dei Normanni, ora in quiescenza, imputato di violenza sessuale aggravata su minori. Lo ha deciso una sezione della Corte d’Appello di Lecce diversa da quella che si era già pronunciata sul caso, a cui il processo era stato rinviato dalla Corte di Cassazione affinché venisse valutata la possibilità di ricorso alla diminuente prevista dallo stesso articolo 609 quater del codice penale (fatto di minore gravità).

Il rappresentante della procura generale in udienza, il dott. Giovanni Gagliotta, ha chiesto una riduzione della pena di due anni, portandola a 4 anni e 8 mesi, ma i giudici di appello (presidente e relatore Vincenzo Scardia, a latere Giovanni Giuseppe Surdo e Domenico Toni) hanno tuttavia confermato le precedenti sentenze di primo e secondo grado, e all’ex insegnante, difeso dagli avvocati Enzo Gaito e Vito Epifani,  non resta che tornare in Cassazione una volta valutate le motivazioni della sentenza odierna.

La parte civile in udienza è stata rappresentata, per tre delle cinque famiglie dei giovanissimi studenti che avrebbero subito gli abusi (le altre due non si erano costituite) dall’avvocato Vittoriano Bruno, mentre per il Ministero dell’Istruzione era presente l’avvocato Gabriella Marzo dell’Avvocatura dello Stato. I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra i mesi di gennaio e maggio del 2011, e si svolsero in una scuola media inferiore di San Vito dei Normanni.

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