Sempre latitante il secondo uomo della rapina di Francavilla

FRANCAVILLA FONTANA - Non c’è traccia di Pancrazio Carrino, il 25enne di San Pancrazio sul quale si è incentrata l’attenzione dei carabinieri quale secondo presunto autore della rapina messa a segno lunedì mattina a Francavilla Fontana in danno di Giosué Rodia, 29 anni, francavillese, gestore dell’Agip di via Brindisi, e del tentato omicidio dello stesso rapinato. Gli investigatori lo stanno cercando in lungo e largo. Ma sino a questo momento senza successo. Del giovane si sono perse le tracce. Da lunedì scorso nessuno lo ha più visto. E questo non fa che confermare i sospetti degli investigatori.

La scena dello speronamento

FRANCAVILLA FONTANA - Non c’è traccia di Pancrazio Carrino, il 25enne di San Pancrazio sul quale si è incentrata l’attenzione dei carabinieri quale secondo presunto autore della rapina messa a segno lunedì mattina a Francavilla Fontana in danno di Giosué Rodia, 29 anni, francavillese, gestore dell’Agip di via Brindisi, e del tentato omicidio dello stesso rapinato. Gli investigatori lo stanno cercando in lungo e largo. Ma sino a questo momento senza successo. Del giovane si sono perse le tracce. Da lunedì scorso nessuno lo ha più visto. E questo non fa che confermare i sospetti degli investigatori.

L’ipotesi prevalente, dato che è esclusa la possibilità che possa protrarre a lungo la sua assenza, è che si sia nascosto aspettando che guariscano le ferite (che potrebbero costituire una prova d’accusa) provocate dal tamponamento della moto sulla quale i due rapinatori si stavano allontanando dalla scena del crimine. Ma, evidentemente, se i carabinieri hanno concentrato su di lui l’attenzione investigativa, è perché hanno acquisito elementi che lo collegano al fatto. Pancrazio Carrino, come abbiamo riportato nel servizio di questa mattina, è già noto alle forze dell’ordine essendo stato fermato dai carabinieri il 13 maggio del 2009 al volante di una vettura rubata. In quell’occasione fu trovato in possesso di un fucile a canne mozze.

La rapina della quale è sospettato è stata compiuta la mattina di lunedì scorso. Una giornata sfortunata per i due autori del colpo. Tutto va storto. A cominciare dal fallimento dell’azione criminosa: Rodia invece che consegnar loro il borsello contenente 37mila euro in banconote di vario taglio, glielo lancia addosso e il denaro finisce sparso in via San Francesco. I banditi prima di scappare hanno la sciagurata idea di prendere qualche banconota. E questo ha procurato a Bartolomeo Begher, 36 anni, francavillese, proprietario (anche se è intestata alla madre) della moto a bordo dei quali andavano i due rapinatori, l’accusa di rapina consumata invece che tentata. Che ovviamente sarà estesa al complice una volta catturato.

Una giornata storta perché i due malviventi si fanno prendere dal panico e sparano contro Rodia ben quattro colpi di pistola calibro 7,65, uno dei quali raggiunge la vittima al basso inguine. E, di conseguenza, scatta anche l’accusa di tentato omicidio. Che vuol dire, in caso di condanna, non meno di quindici anni di carcere. Non è ancora finita la giornata nata male. Rodia, sebbene ferito, risale sulla sua vettura e si lancia all’inseguimento della maxi-moto. La raggiunge in via Brindisi e la tampona. I due occupanti dopo un lungo volo finiscono sull’asfalto.

Nonostante zoppichino, riescono a far perdere le tracce. Begher, però, ha forti dolori alla schiena e deve chiamare il 118. In serata verrà arrestato. Ha confessato la rapina. “Avevo il compito di autista”, dice ai carabinieri, e lo ripeterà il giorno dopo in sede di convalida al giudice per le indagini preliminari Atonia Martalò. Il quadro è quasi chiuso. All’appello manca solo il complice.

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