Senza patente, morì amico: chiesto giudizio

CAROVIGNO - Senza patente, perché mai conseguita, al volante di un’auto senza copertura assicurativa perché il tagliando era contraffatto: sono circostanze che furono accertate dai vigili urbani subito dopo la tragedia in cui perse la vita Fedele Lanzillotti, 14enne di Carovigno. Ora la richiesta di rinvio a giudizio.

Brindisi, il palazzo della procura e quello del tribunale

CAROVIGNO - Senza patente, perché mai conseguita, al volante di un’auto senza copertura assicurativa perché il tagliando era contraffatto: sono circostanze che furono accertate dai vigili urbani subito dopo la tragedia in cui perse la vita Fedele Lanzillotti, 14enne di Carovigno, e che sono state contestate ora come aggravanti (oltre che come singoli capi di imputazione) all’accusa di omicidio colposo dal pm Raffaele Casto nella richiesta di rinvio a giudizio a carico del 19enne che, stando alle ricostruzioni, si trovava alla guida. L’auto che conduceva era la Lancia Y che il 24 ottobre del 2012 finì contro un muretto a secco. L’incidente si verificò nel pomeriggio, lungo la strada provinciale che collega Carovigno alla località “Belvedere”.

L’udienza preliminare è fissata per il primo aprile prossimo. L’imputato dovrà comparire dinanzi al gup Maurizio Saso, accanto al suo avvocato di fiducia, Giuseppe Semeraro. Sarà in quella circostanza che i famigliari della vittima potranno costituirsi parte civile e la difesa del 19enne deciderà se chiedere o meno l’ammissione a riti alternativi. C’era il sole quel pomeriggio. Il guidatore sbandò. Secondo le ricostruzioni della polizia municipale l’auto invase la corsia opposta e andò a sbattere contro un ostacolo pressoché irremovibile, il muretto di pietre che costeggia la provinciale che non attutì il colpo, ma al contrario fece sì che la vettura si accartocciasse. Distrutta la Lancia Y, grave il guidatore. Nessuna speranza per il 14enne che morì durante il tragitto in ospedale.

Da allora le indagini sono proseguite, di recente si sono chiuse. Il pm Raffaele Casto ha formulato i capi di imputazione: per la procura, si deve andare a processo. Il primo aprile sarà il gup a decidere sul rinvio a giudizio, sulle costituzioni di parte civile e su eventuali richieste di ammissione a riti alternativi.

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