Spiaggia Penna Grossa, sequestrati chiosco e servizi igienici

Ancora sigilli a Penna Grossa, la principale delle spiagge dell'Area marina protetta di Torre Guaceto. Personale della Capitaneria di Porto e della compagnia carabinieri di San Vito dei Normanni hanno effettuato nelle ultime ore un sequestro preventivo, limitato al chiosco ristoro ed ai servizi igienici

Le operazioni di sequestro a Penna Grossa

CAROVIGNO – Ancora sigilli a Penna Grossa, la principale delle spiagge dell’Area marina protetta di Torre Guaceto. Personale della Capitaneria di Porto e della compagnia carabinieri di San Vito dei Normanni e della stazione di Carovigno hanno effettuato nelle ultime ore un sequestro preventivo, limitato al chiosco ristoro ed ai servizi igienici, questa volta nell’area della spiaggia attrezzata gestita direttamente dal consorzio che governa la riserva.

D’intesa con il pm di turno alla procura di Brindisi, Francesco Carluccio, è stata concessa tuttavia la facoltà d’uso del resto della struttura in cui non sono state rilevate irregolarità, vale a dire quella attrezzata con ombrelloni e lettini. Ciò in attesa che il Consorzio di gestione di Torre Guaceto produca le eventuali autorizzazioni di cui al momento è stata rilevata la carenza.

Si tratta comunque, fanno presenti fonti investigative, di piccole difformità rispetto alla concessione originaria, che possono essere sanate con una apposita procedura presso il Comune di Carovigno, competente per territorio. Ovviamente la presenza in spiaggia stamani di carabinieri e militari della Guardia costiera non è passata affatto inosservata.

Appena qualche giorno fa i carabinieri aveva posto sotto sequestro l’area privata adibita per anni a parcheggio a servizio della spiaggia di Penna Grossa (al centro di un lungo contenzioso amministrativo tra il Consorzio di gestione di Torre Guaceto e i proprietari-gestori), sempre per la presenza di opere non autorizzate.

L’attività d’indagine dei militari operanti in coordinamento con l’aliquota della Guardia Costiera distaccata presso la Procura della Repubblica, è scaturita da un esposto presentato nei giorni scorsi pressi gli Uffici della Guardia Costiera. "In particolare, nello svolgimento degli accertamenti, sono state riscontrate alcune difformità inerenti la concessione di demanio marittimo su cui è presente, a seguito del quale è scaturito il sequestro di un’area ove insisteva una struttura destinata al bar dello stabilimento".

"Inoltre, dagli accertamenti esperiti, risultava una pedana in blocchi di cemento con annessa struttura in legno, nonché dei servizi igenico-sanitari asserviti alla stessa, privi dei richiesti titoli concessori demaniali, in quanto installati al di fuori dall’area in concessione", fa sapere una nota della capitaneria di Porto - Guardia Costiera. Ma ci sono anche i commenti dell'opposizione consiliare al Comune di Carovigno, che si concludono con la richiesta di dimissioni dell'intera struttura del Consorzio di gestione e di commissariamento della riserva.

"Il Partito Democratico, la federazione provinciale dei Verdi, nelle persone di Elio Lanzillotti e Serena Menga, i consiglieri comunali Marzia Bagnulo (PD), Carmela Uggenti (Gruppo Misto), Massimo Lanzilotti (Ripartiamo dal Futuro) e Vincenzo Radisi (Azione Civica), unitamente al Movimento Civico Libertà e Trasparenza, esprimono profonda tristezza, rabbia e sconcerto per quello che accaduto oggi, il sequestro giudiziario delle strutture della spiaggia 'Bandiera Blu' di Penna Grossa gestita dal Consorzio di Torre Guaceto. Un Consorzio oramai non più in grado di salvaguardare l'immenso patrimonio ambientale che Torre Guaceto rappresenta".

Il comunicato prosegue: "Si abbandona a se stessa la zona A della Riserva Marina per le note vicende dell'impianto di depurazione e della devastante fruizione antropica per dedicarsi a far quattrini con attività commerciali come la spiaggia attrezzata, i parcheggi a pagamento, le visite guidate, i corsi di vela e le manifestazioni gastronomiche", è l'accusa politica che col,pisce le attività di autofinanziamento della riserva. "Nel contempo manifestano apprezzamento per il lavoro d'indagine della Guardia Costiera e dei Carabinieri che hanno mostrato grande professionalità e competenza in un ambito delicato come quello di una Area protetta statale"..

"In attesa delle opportune decisioni della magistratura non possiamo non rilevare - dicono i frimatari del comunicato - che quanto accaduto pone la  necessità di individuare immediatamente i responsabili tecnici e amministrativi di questo disastro. Un conto sono i reati commessi e un conto le decisioni politiche, quella politica che deve prendere iniziative radicali sia verso se stessa sia nei confronti chi ha distrutto l'immagine di Carovigno, della Riserva di Torre Guaceto  e del riconoscimento internazionale 'Bandiera Blu'. Auspichiamo le immediate dimissioni di tutti i responsabili, ad iniziare dal presidente del Consorzio e del CdA, il licenziamento della direzione riserva e l'immediato commissariamento del Consorzio di gestione, con l'affidamento alla Capitaneria di Porto, per salvare quel poco che rimane dell'Area Protetta".

Il blitz pare abbia avuto un prologo il giorno prima, mercoledì, quando la Guardia Costiera ha effettuato un primo sopralluogo fotografando lo stato dei luoghi. Poi c'è stato un secondo intervento nella notte perchè qualcuno ha chiamato carabinieri e Capitaneria segnalando che erano in corso attività con mezzi meccanici per spostare la struttura del bar. I militari si sono recati sul posto per accertare se ciò corrispondesse al vero (comunque i rilievi fotografici avrebbe reso tutto inutile). Infine l'esecuzione del sequestro preventivo alcune ore dopo.

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