Sì a sportello solidarietà vittime racket

ROMA - Sì alla nascita di tre sportelli di solidarietà alle vittime di racket e usura a Brindisi, Lecce e Taranto. Il via libera è giunto stamane dal Comitato di valutazione del Pon Sicurezza, riunito presso la sede del Ministero dell'Interno. Approvati complessivamente diciassette nuovi progetti, per un investimento di 16 milioni di euro, che vanno ad aggiungersi a quelli (467) già finanziati. Tra gli interventi cui l'organismo presieduto dall'Autorità di Gestione, prefetto Nicola Izzo, ha dato il nullaosta ci sono appunto gli sportelli di solidarietà alle vittime di racket e usura a Lecce, Brindisi e Taranto.

Nicola Quaranta 26 aprile 2012

ROMA - Sì alla nascita di tre sportelli di solidarietà alle vittime dell'usura a Brindisi, Lecce e Taranto. Il via libera è giunto stamane dal Comitato di valutazione del Pon Sicurezza, riunito presso la sede del Ministero dell'Interno. Approvati complessivamente diciassette nuovi progetti, per un investimento di 16 milioni di euro, che vanno ad aggiungersi a quelli (467) già finanziati. Tra gli interventi cui l'organismo presieduto dall'Autorità di Gestione, prefetto Nicola Izzo, ha dato il nullaosta ci sono appunto i nuovi sportelli territoriali antiracket.

Le motivazioni, a supporto del finanziamento ministeriale, sono evidenti. Il racket del pizzo e l'usura rappresentano la principale minaccia al mondo delle imprese nelle aree meridionali dell'Italia, in quelle aree cosiddette "a rischio". Si tratta di fenomeni assai diffusi e radicati e di non facile individuazione stante il limitatissimo numero delle denunce da parte delle vittime. La dimensione criminale di tali fenomeni si intreccia con quella economico-sociale: non si tratta solo di reati ma di una gravissima limitazione alle condizioni del mercato, alle possibilità di concorrenza, agli investimenti.

I condizionamenti mafiosi, limitando la libertà d'impresa, inibiscono la stessa crescita delle imprese e, quindi, le stesse possibilità di sviluppo del territorio. Un'efficace strategia di contrasto deve mirare a far crescere la consapevolezza dei rischi conseguenti a questi fenomeni e, soprattutto, la necessità di una reazione da parte dei protagonisti del mondo imprenditoriale (imprenditori, associazioni di categoria, enti locali, enti economici, ecc.). Negli ultimi anni, sotto questo profilo, si è affermato il valore dell'associazionismo antiracket come il più efficace strumento di tutela delle vittime e di possibilità di collaborazione con le istituzioni per la costruzione di una solida rete di fiducia.

Per rendere ancora più efficace questa prospettiva è necessario individuare e sperimentare idonei strumenti di assistenza per le vittime le cui problematiche non sempre si esauriscono nelle pur decisive questioni di sicurezza. In primo luogo occorre garantire a chi denuncia non solo la possibilità di restare sul mercato con la propria azienda ma anche di segnare una significativa crescita aziendale secondo lo spirito della stessa legislazione di solidarietà. Per queste ragioni i tre sportelli di solidarietà destinati a nascere possono rappresentare una decisiva risposta sul territorio a favore dei bisogni di quanti sono stati o sono tuttora vittime del racket.

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