"Siete stati veri uomini e vere donne"

BRINDISI – “Dopo la paura la speranza” è il titolo di un libro di Andrea Riccardi, il ministro italiano con delega alla Gioventù, ma ha dato il tema all’assemblea tenutasi all’Itis G. Giorgi di Brindisi questa mattina. Una delegazione di ragazzi di tutti gli istituti secondari del capoluogo ha incontrato il ministro. Tante le domande ma la cosa essenziale che traspare è che i giovani hanno, adesso più che mai, bisogno di fatti concreti, ora rivogliono quello spazio di voce, che negli ultimi anni a loro è stato negato. All’evento erano presenti le istituzioni, e anche Martina Carpani, coordinatrice dell’Uds di Brindisi.

L'aula magna dell'Itis Giorgi

BRINDISI“Dopo la paura la speranza” è il titolo di un libro di Andrea Riccardi, il ministro italiano con delega alla Gioventù, ma ha dato il tema all’assemblea tenutasi all’Itis G. Giorgi di Brindisi questa mattina. Una delegazione di ragazzi di tutti gli istituti secondari del capoluogo ha incontrato il ministro. Tante le domande ma la cosa essenziale che traspare è che i giovani hanno, adesso più che mai, bisogno di fatti concreti, ora rivogliono quello spazio di voce, che negli ultimi anni a loro è stato negato. All’evento erano presenti le istituzioni, e anche Martina Carpani, coordinatrice dell’Uds di Brindisi.

Forse nell’aria c’è troppo moralismo da parte degli adulti. Questa mattina, durante l’assemblea tenutasi nell’Aula magna dell’Istituto Tecnico Industriale G. Giorgi di Brindisi, alla quale ha partecipato il ministro Andrea Riccardi, si sono sentite tante “belle parole”. L’attentato del 19 maggio 2012, ha tramortito, più di qualsiasi altra figura umana, quella dei giovani, degli studenti. Perché sono loro ad alzarsi ogni mattina, per nove mesi all’anno, e raggiungere quel banco di scuola per studiare, per imparare, ed avere quella lontanissima prospettiva di formare il proprio futuro.

Come dice Martina Carpani, oramai da più di 15 giorni, e così come l’ha ripetuto oggi in assemblea: “A noi non interessa la matrice dell’attentato, a noi adesso preme il fatto di non mollare. L’associazionismo non è morto ma bisogna ritrovare lo spazio. E’ la scuola il futuro, siamo noi il futuro. Non bisogna aver paura di rinnovare una società, di migliorarla. In questa società c’è il bisogno di ricostruire”.

Martina è oramai il leader di ogni studente italiano ma bisogna prendere lei come figura fatta di coraggio e forza che vuole combatte per i suoi desideri e sogni, che non ha voglia di fermarsi, e lasciare che tutto accada perché c’è qualcun altro che decida per lei (intesa come figura studentesca). C’è bisogno che ognuno, a partire dalle cariche più alte, pensi meno agli interessi propri ed inizi a pensare ad una società che ha bisogno di futuro, perché ad oggi, ce n'é davvero poco.

“Sono venuto qui oggi – ha detto il ministro Riccardi – non per parlare dello Stato ma per ascoltare gli studenti. I giovani devono essere i protagonisti, sono le nostre punte di diamante. Dobbiamo dare a loro voce e spazio. I ragazzi di Brindisi sono stati veri uomini e vere donne, hanno risposto nella maniera più intelligente, dopo il tragico evento del 19 maggio. Quello che è successo dinanzi la scuola Morvillo Falcone è orribile, siamo fuori dall’umanità italiana. Noi non possiamo dimenticare Brindisi e Melissa. L’Italia, in questa occasione, ha fatto sentire la sua unità”.

Durante le ore di assemblea, alcuni ragazzi, di diversi istituti, hanno posto delle domande al ministro chiedendo cos’è la paura e cos’è la speranza; se giustizia ed interesse viaggiano insieme; se nella riforma della scuola, che mercoledì sarà discussa nel consiglio dei ministri, ci saranno nuove strategie dopo l’attentato di Brindisi; fino a toccare argomenti, quali la Chiesa e la crisi che purtroppo si sta facendo carico di troppi suicidi.

“C’è d’aver paura, davvero, di andare a scuola? – ha risposto agli studenti il ministro – io, ricordo, che avevo paura solo dell’interrogazione. Adesso, un genitore, forse, dovrà fare come una mia amica israeliana che raccomanda ai propri figli di non prendere la mattina lo stesso autobus per andare a scuola. La scuola è un luogo sacro. Ed ora c’è troppa paura ma la speranza è la vostra reazione, perché non vi siete fatti vincere dalla paura. Avete reagito stando insieme. Da Brindisi può ripartire la speranza per tutti i giovani d’Italia. La forza, da quel sabato, siete stati voi giovani, grazie alla vostra unione. La malattia della nostra società è la solitudine. Credo che ci siamo, anche, troppo involgariti. Dobbiamo superare la logica del denaro. Viviamo in una società materialista”.

Viviamo in una società dove la classe operaia, non ha detto però il ministro, non riesce più a comprare un paio di scarpe nuove ai propri figli. Questo discorso, forse, non va fatto ai giovani, agli studenti, a chi quest’anno dovrà diplomarsi e intraprendere una nuova strada per il futuro, dopo che a soli 16 anni è morta una ragazza senza un perché e soprattutto mentre, andava a sedersi su quella sedia e appoggiarsi a quel banco e sfogliare quei libri per afferrare parte dei suoi sogni.

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“Ogni giorno muore una ragazza o ragazzo nel mondo ma finché non è toccato a noi, da un orecchio ci è entrato e dall’altro è uscito. La base di una società è la partecipazione. Vogliamo avere la possibilità di partecipare. La scuola non deve essere un parcheggio ma una seconda famiglia”. Questo lo ha detto Martina Carpani stamattina,  studentessa di soli 17 anni.

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