Si ferisce in casa di un amico: simulano una gambizzazione

Svolta nelle indagini sul misterioso ferimento avvenuto il 10 gennaio a San Vito dei Normanni. I carabinieri scoprono arsenale clandestino in casa di un amico del ferito. Denunciate tre persone, arrestato il proprietario delle armi

SAN VITO DEI NORRMANNI – Hanno simulato una gambizzazione per coprire altri reati: quelli di detenzione di armi clandestine, detenzione illegale di munizioni, omessa denuncia di armi, munizioni e materiale esplodente. Il pomeriggio del 10 gennaio 2019, il 47enne N.T., commerciante di Ostuni, non fu vittima di un misterioso agguato nella periferia di San Vito dei Normanni. L’uomo fu sì ferito all’inguine da un colpo di arma da fuoco, ma questo venne esploso accidentalmente, mentre si trovava presso l’abitazione di un commerciante di San Vito dei Normanni, Fabio Ricci, che deteneva un vero e proprio arsenale non dichiarato. Insieme a loro si trovava anche una persona appartenente alla Marina Militare. Tutti e tre sono stati denunciati a piede libero per simulazione di reato, false dichiarazioni o attestazioni in atti dinanzi all’autorità giudiziaria e favoreggiamento personale, commessi in concorso tra loro. Ricci, invece, è stato arrestato per la detenzione di armi.

La misteriosa gambizzazione

Le indagini sono state condotte dai carabinieri del Norm della compagnia di San Vito dei Normanni al comando del capitano Antonio Corvino e del tenente Alberto Bruno, in sinergia con i colleghi della compagnia di Fasano diretti dal capitano Daniele Boaglio e i colleghi del Nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri di Brindisi diretti dal capitano Rolando Giusti. La ricostruzione dei carabinieri ha completamente smentito le dinamiche dell’evento delittuoso e le dichiarazioni fornite sia dalla vittima sia dalle persone che in quel momento si trovavano con lui. 

La sera del 10 gennaio 2019, il ferito è fu accompagnato dall’amico Fabio Ricci presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Ostuni, con una ferita da arma da fuoco all’inguine. Il 47enne dichiarò ai medici di essere stato colpito da un uomo sconosciuto a bordo di una macchina in transito, mentre era intento a passeggiare insieme a Ricci, in via San Domenico, a San Vito dei Normanni. Dopo le prime cure del caso l'uomo fu trasportato presso l’ospedale Perrino di Brindisi, dove fu sottoposto a un intervento chirurgico, mentre i medici contattavano i carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni.

Versioni dei fatti contraddittorie

Questi ultimi hanno immediatamente avviato un’attività d’indagine e, fin dai primissimi elementi acquisiti tramite le dichiarazioni dell’amico, sono emerse le prime contraddizioni. I militari hanno scoperto che insieme ai due vi era anche una terza persona, un militare, che si era defilato dalla scena e che non era stato menzionato né dalle primissime parole riferite dalla vittima né da quelle del suo soccorritore. Proprio dalle parole di quest’ultimo, opportunamente escusso a sommarie informazioni, sono emerse ulteriori contraddizioni che hanno convinto ulteriormente gli investigatori ad allargare il campo delle indagini anche nei loro confronti.

La scoperta dell'arsenale

Infatti, la perquisizione effettuata nei confronti di Ricci ha consentito di rinvenire un vero e proprio arsenale nella sua disponibilità. Sono state rinvenute e sequestrate complessivamente 15 armi (quattro fucili e sette pistole), tre katane e 200 cartucce di diverso calibro non dichiarate, rinvenute sia nell’abitazione sia nell’attività commerciale dell’indagato, custodite tra l’altro, in un vano sotterraneo accessibile tramite una botola ben occultata nell’anti bagno. Al termine di questa perquisizione, durante cui è stata rinvenuta anche una pistola calibro 22 (come il proiettile che ha ferito il commerciante ostunese), Ricci è stato arrestato per detenzione di armi clandestine, detenzione illegale di munizioni, omessa denuncia di armi, munizioni e materiale esplodente.

Aspetto particolare della vicenda è che tutte le armi sequestrate erano perfettamente ed ordinatamente custodite negli appositi spazi, ad eccezione della pistola calibro 22, rinvenuta con il cane armato e completamente immersa in una bacinella contenente olio lubrificante. I militari hanno dunque raccolto tutti i riscontri necessari a smontare, passo passo, le dichiarazioni che i tre protagonisti della vicenda continuavano imperterriti a riferire, acquisendo anche tutte le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, che messe a sistema con i risultati investigativi hanno fatto luce sulla vicenda.

L'avviso di conclusione indagini

La ricostruzione dei carabinieri, infatti, evidenzia come l’atto delittuoso sia da ricondurre a un evento accidentale e non, come dichiarato dai tre, a un tentato omicidio a opera di ignoti. È emerso che il colpo è stato esploso all’interno dell’abitazione di Ricci, mentre insieme alla vittima e al militare erano intenti a maneggiare le armi, tra cui la calibro 22, di proprietà dello stesso Ricci. La Procura della Repubblica di Brindisi che ha coordinato le attività, condividendo la ricostruzione dei carabinieri di San Vito dei Normanni, ha emesso l’avviso di conclusione indagini e contestuale informazione di garanzia, notificato a tutti e tre gli indagati che adesso dovranno affrontare il processo.

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Commenti (2)

  • Avatar anonimo di Nzinuddu
    Nzinuddu

    Il problema, signora Tiziana, di chi le ha dichiarate e di chi non ha dichiarato le armi è come si fa a sapere dove cercare. Se una persona è incensurata e non ha armi dichiarate e ne possiede comunque, come si fa ad andare a controllare? Si girano tutte le abitazioni una per una?

  • bene complimenti ai carabinieri più controlli su chi detiene armi da sparo è non

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