Smaltimento illecito di materiale ferroso: sequestro al cantiere ferroviario, due denunce

Sequestro dei carabinieri forestali al deposito ferroviario, denuncia per discarica di rottami di carri ferroviari

BRINDISI - Sequestro preventivo di iniziativa dei Carabinieri forestali del Nucleo Investigativo del Gruppo di Brindisi al deposito ferroviario del quartiere Minnuta, a poche centinaia di metri dalla stazione di Brindisi. I sigilli sono stati apposti ad un’ area di circa 1000 metri quadrati, utilizzata dalla ditta incaricata della demolizione dei carri ferroviari parcheggiati sui binari del deposito, per il successivo trasporto e smaltimento dei rottami presso uno stabilimento in provincia di Bari. Nell’ area è stata ricompresa anche una porzione di binario, cosparsa di rifiuti legnosi e di vario tipo.  

Sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Brindisi l’amministratore della ditta, P.G. di anni 71, di Somma Vesuviana (Na), ed il direttore dei lavori, M.P., di anni 47, di Torre Annunziata (Na). Nell’ informativa dettagliata, presentata all’ Autorità giudiziaria, ai due è stato contestato il reato in concorso di gestione di rifiuti non autorizzata, e nello specifico di realizzazione di deposito incontrollato di rifiuti, ai sensi dell’ art. 256, comma 2, del Codice dell’ Ambiente.

Sequestro deposito ferroviario Minnuta 1 x-2

Gli accertamenti eseguiti dai Carabinieri forestali, anche a seguito di numerose segnalazioni pervenute da residenti dei quartieri Minnuta e Cappuccini, hanno evidenziato come l’ azienda operasse senza alcuna autorizzazione al deposito dei rifiuti, che erano accatastati alla rinfusa, e non per tipologie come previsto dal Codice dell’ Ambiente (Decreto Legislativo n. 152 del 2006), configurando una vera e propria discarica.

Per questa violazione di legge è prevista la pena dell’ arresto da sei mesi a 2 anni e dell’ ammenda da 2.600 a 26.000 euro; poiché nella discarica sono stati rinvenuti anche rifiuti pericolosi, fermi restando gli obblighi di bonifica e di ripristino dello stato dei luoghi, i trasgressori non potranno estinguere la contravvenzione in via amministrativa. L’area in sequestro, che rientra nel sedime ferroviario, è stata affidata in custodia giudiziale al direttore dei lavori e responsabile di cantiere.

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