La commissione d'inchiesta a Micorosa: "Presto anche un'indagine sul ciclo dei rifiuti"

Nel pomeriggio la commissione bicamerale di inchiesta sulla bonifica delle Sin inquinate da rifiuti industriali ha effettuato un sopralluogo presso la discarica di Micorosa. Preso vi sarà un focus anche sul ciclo dei rifiuti solidi urbani

BRINDISI – “Siamo qui per controllare che tutto venga fatto nella maniera corretta. Il nostro compito è anche quello di dare una mano agli enti locali per provare a risolvere dei problemi”. Il presidente della commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti, Alessandro Bratti, si è intrattenuto per quasi un’ora presso la discarica di fanghi tossici di Micorosa, nell’area Sin (Sito di interesse nazionale) di Brindisi, nell’ultima tappa di un tour pugliese fra i terreni inquinati da prodotti di scarto delle lavorazioni industriali per la cui bonifica sono stati stanziati decine di milioni di euro.

Bratti era accompagnato da tutti i componenti della commissione. Si tratta degli onorevoli Stefano Vignaroli (M5s), Stella Bianchi (Pd), MiriamCommissione d'inchiesta a Micorosa 5-2 Cominelli (Pd), Renata Polverini (Fi-Pdl), Alberto Zolezzi (M5s) e dei senatori Pietro Iurlaro (A-la), Luis Alberto Orellana (Aut-Psi-Maie), Laura Puppato (Pd), Bartolomeo Pepe (Gal). La commissione ha raggiunto Micorosa, enorme discarica a cielo aperto incastonata fra il perimetro sud del petrolchimico e l’oasi naturale delle Saline, intorno alle ore 15,30, insieme ai rappresentanti del Comune di Brindisi, della Sogesit (alla quale è  stata affidata la progettazione delle opere per la messa in sicurezza della falda dell’area), dell’Arpa, della Comeap (consorzio che si è aggiudicato i lavori di copertura tombale del milione e mezzo circa di rifiuti tossici presenti nel sottusolo), dell’Eni e della SYndial, che contribuirà con 20 milioni di euro (somme che va sommata ai 40 milioni di euro stanziati dal governo) ai lavori di bonifica e messa in sicurezza del sito. Il tutto in una cornice di sicurezza garantito dai carabinieri e dalla polizia. 

IL VIDEO DEL SOPRALLUOGO

La commissione, reduce da un sopralluogo presso il Poligono di Torre Veneri di Taranto, ha approfondito vari aspetti di carattere giuridico e amministrativo. Fra le questioni affrontate (anche se solo superficialmente, in attesa di un ulteriore approfondimento che verrà fatto domani presso la prefettura di Bari) vi sono quelle riguardanti il contenzioso scaturito dal ricorso al Tar della ditta arrivata seconda in gara (la“Trs Servizi Ambiente), le polemiche suscitate dal maxi ribasso del 74 per cento con cui è stato aggiudicato l’appalto, l’operato della cabina di regia composta da rappresentanti della Regione Puglia, del Comune di Brindisi, di Syndial e del Ministero dell’Ambiente per il coordinamento delle attività e verifica avanzamento.

Il presidente della commissione d'inchiesta, Alessandro Bratti-2“Micorosa – ha dichiarato il presidente della commissione Bratti al termine del sopralluogo - è uno dei siti di interesse nazionale più importanti che c’è in Puglia. Stiamo facendo una serie di verifiche sullo stato dell’arte delle bonifiche. Numerosi fra i siti di interesse nazionale sono stati anche inseriti in uno studio dell’Istituto superiore di sanità, per cui è evidente che una preoccupazione c’è anche da quel punto di vista lì”. 

Bratti chiarisce che oggi è stato fatto “un sopralluogo veloce visivo”. “Domani  - prosegue il presidente- faremo un approfondimento presso la prefettura di Bari con le procure per verificare se ci sono situazioni giuridiche anomale e con le amministrazioni per capire come si sta procedendo”. 

Verranno quindi affrontati vari aspetti di carattere legale-giuridico (fra cui appunto il ribasso record) e “chiederemo alle stazioni appaltanti  - afferma Bratti - di spiegarci le metodologie con cui sono stati fatti questi appalti. Siamo qui anche per controllare che tutto venga fatto nella maniera corretta”

Situazioni come quelle dell’area Sin di Brindisi (la storia della discarica di Micorosa in questo articolo)  “sono purtroppo sono figlie  - è la disamina di Bratti - di un certo tipo industriale e non sono solo tipiche di questo luogo ma sono distribuite in tutto il paese, con caratteristiche diverse a seconda del tipo di produzione chimica o di altre attività produttive che si realizzavano nel dopoguerra”. 

Si tratta “di una eredità pesante  - prosegue Bratti - che ci portiamo dietro, su cui stiamo tentando di capire come chiudere tutta una serie di Commissione d'inchiesta a Micorosa 7-2procedimenti passati. Là dove ci sono aziende sopravvissute si riescono a fare ragionamenti di un certo tipo e si riesce ad avere il sostegno dei privati. Nei casi in cui queste aziende sono fallite, lo Stato interviene e poi ci sono vari meccanismi di rivalsa, ma il processo diventa molto più lungo e complicato”. 

“E’ sempre difficile  - dichiara ancora Bratti - andare a individuare i responsabili di un certo sviluppo industriale figlio del dopo guerra, a volte anche prima. Sono sempre processi molto complessi. L’importante è avere un approccio pragmatico, nonostante la legislazione non aiuti in questo senso. Perché è una legislazione abbastanza barocca quella che abbiamo in Italia. Si spende molto su progetti e su diatribe di carattere giuridico e poco in interventi diretti. Speriamo di far accelerare alcune situazioni al governo. Sicuramente il quadro normativo va rivisto, perché è molto rigido e complesso”. 

Per adesso l’attenzione della commissione si sta concentrando sullo sulla bonifica dei Sin. Ma presto verrà fatto un focus anche sulla gestione del ciclo dei rifiuti solidi urbani in Puglia. Perché “è evidente che c’è un problema in questa regione – ammette Bratti - che va approfondito e qualificato”. Nel corso della scorsa legislatura Bratti ha prodotto una relazione molto dettagliata sul ciclo dei rifiuti urbani, che metteva in evidenza una serie di problematiche. “E’ chiaro - dichiara il deputato - che in questa regione da un punto di vista dei gestori non ci sono strutture pubbliche importanti, a parte l’Amiu di Bari, mentre c’è una diffusione notevole di aziende private e una frammentazione gestionale notevole che sicuramente non aiuta ad avere un ciclo virtuoso”. C’è poi il nodo dell’impiantistica. In Puglia, infatti, “nonostante quello che si è sempre detto c’è un sistema basato molto sull’utilizzo di discariche, che oggi non è il sistema più all’avanguardia per gestire il ciclo urbano dei rifiuti”. 

La discarica di Micorosa-2Le anomalie riguardanti il ciclo dei rifiuti, come noto, hanno raggiunto l’apice proprio nella provincia di Brindisi, dove sono in corso diverse inchieste che investono questo settore, fra cui quella sfociata nell’arresto dell’ex sindaco Mimmo Consales, con l’accusa di aver percepito delle tangenti dalla ditta che gestiva l’impianto di Cdr sulla strada per Pandi, la Nubile Srl. “Che a Brindisi c’era qualcosa che non andava – confessa Bratti - noi lo avevamo già un po’ verificato, perché se vi ricordate circa 7-8 mesi, quando siamo venuti in visita a Taranto, c’eravamo comunque soffermati su Brindisi, in quanto c’era un problema sia sulla discarica degli speciali di Formica Ambiente, dove i problemi sono rimasti, e sia su Autigno”. 

“Avevamo percepito – conclude Bratti - che l’impianto aveva dei problemi. Adesso decideremo quando affrontare questo problema del ciclo dei rifiuti urbani in Puglia. Abbiamo diversa carne al fuoco. E’ bene fare le cose con calma. Il problema sappiamo che c’è. L’abbiamo seguito e purtroppo avevamo delle avvisaglie che qualcosa non andava a Brindisi”. 

E i lavori della commissione proseguiranno domani presso la prefettura di Bati, dove si svolgeranno una lunga serie di audizioni, tra cui: quella dei sindaci di Taranto, Bari, Manfredonia e del commissario del Comune di Brindisi; del presidente della Regione; dei procuratori della Repubblica di Taranto, Brindisi, Bari e Foggia; del commissario dell'Ilva; del commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto; delle associazioni ambientaliste e del direttore dell'Arpa Puglia. 

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