Spaccio di droga, cegliese condannato e scarcerato

CEGLIE MESSAPICA – Un anno e due mesi di carcere per detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti e immediata scarcerazione. Mario Maggiore, 32 anni, cegliese, difeso dall’avvocato Danilo Cito, ha riacquistato la libertà poche ore dopo che i carabinieri della Stazione di Ceglie lo avevano arrestato. L’avvocato Cito, dopo avere fatto rilevare al giudice monocratico Simona Panzera che al suo assistito, incensurato, era stata erroneamente contestata la recidiva specifica infraquinquennale, ha chiesto e ottenuto il patteggiamento (il pubblico ministero Bucchieri non si è opposto) proponendo la condanna ad un anno e due mesi di reclusione, con sospensione della pena e immediata scarcerazione.

CEGLIE MESSAPICA – Un anno e due mesi di carcere per detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti e immediata scarcerazione. Mario Maggiore, 32 anni, cegliese, difeso dall’avvocato Danilo Cito, ha riacquistato la libertà poche ore dopo che i carabinieri della Stazione di Ceglie lo avevano arrestato. L’avvocato Cito, dopo avere fatto rilevare al giudice monocratico Simona Panzera che al suo assistito, incensurato, era stata erroneamente contestata la recidiva specifica infraquinquennale, ha chiesto e ottenuto il patteggiamento (il pubblico ministero Bucchieri non si è opposto) proponendo la condanna ad un anno e due mesi di reclusione, con sospensione della pena e immediata scarcerazione.

Maggiore era stato arrestato perché trovato in possesso di tre dosi di sostanze stupefacenti (una di eroina, una di cocaina e l’altra di hashish). Inoltre aveva in tasca banconote per un importo di cinquecento euro, ritenuto dai carabinieri provento dello spaccio. Il blitz era scattato in un’abitazione del centro storico cegliese nell’ambito di controlli antidroga. I carabinieri avevano circondato la casa e quindi vi avevano fatto irruzione. All’interno c’erano Maggiore e due tossicodipendenti. Sul tavolo l’attrezzatura per confezionare dosi di sostanza stupefacente.

Alla vista dei carabinieri Maggiore aveva cercato di guadagnare l’uscita saltando da una finestra. Non sapeva che anche fuori c’erano i militari. In tasca aveva un ovulo di plastica, nell’interno del quale c’erano le tre dosi di droga. Maggiore era stato ammanettato e trasferito in carcere in attesa della direttissima che, come si è detto, s’è conclusa con la scarcerazione.  Il giudice poco prima  aveva convalidato l’arresto e concesso, sempre su richiesta dell’avvocato Cito, gli arresti domiciliari. Subito dopo il difensore ha proposto il patteggiamento terminato con la scarcerazione.

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