Spararono agli juventini in festa, tornano liberi

LATIANO – Presero a pistolettate tre ragazzi che stavano festeggiando in maniera piuttosto chiassosa la vittoria della Juve con la Sampdoria. Era il 29 ottobre scorso e teatro di questa incredibile vicenda fu Latiano, ed esattamente la zona in cui è situata la masseria gestita da Vito Schiena, 63 anni, e dal figlio Vincenzo, 41 anni, entrambi di Latiano.

LATIANO – Presero a pistolettate tre ragazzi che stavano festeggiando in maniera piuttosto chiassosa la vittoria della Juve con la Sampdoria. Era il 29 ottobre scorso e teatro di questa incredibile vicenda fu Latiano, ed esattamente la zona in cui è situata la masseria gestita da Vito Schiena, 63 anni, e dal figlio Vincenzo, 41 anni, entrambi di Latiano.

I due furono arrestati con l’accusa di tentativo di omicidio.  Da allora sono rimasti in carcere. Oggi lo hanno lasciato su disposizione del giudice per le indagini preliminari Antonia Martalò che ha accolto la richieste dei difensori, avvocati Giancarlo Camassa e Giacomo Serio. Padre e figlio sono tornati in libertà, ma hanno l’obbligo di dimora a Latiano. In pratica, semmai dovessero allontanarsi dal territorio di Latiano, faranno ritorno in carcere. L’udienza, nel frattempo, è stata aggiornata, in attesa che il magistrato inquirente, sostituto procuratore Luca Bucchieri, depositi la conclusione delle indagini.

Intanto è stata acquisita la perizia affidata nelle scorse settimane, in incidente probatorio, all’ingegnere Carati di Lecce.  Era accaduto che la difesa aveva chiesto un accertamento tecnico sulle modalità dell’accaduto, mentre il pubblico aveva sollecitato l’incidente probatorio sulla dinamica dei fatti. Che, come detto, fu affidata a Carati. Stando ai risultati di questa ricostruzione, i colpi di pistola furono tutti sparati verso il basso. Questo offre alla difesa la possibilità di ridiscutere il capo di imputazione e magari ottenere la derubricazione del tentato omicidio.

Quella sera la Juve aveva vinto. E i tre ragazzi, a bordo di una vettura, avevano deciso di festeggiare, strombazzando a più non posso. Transitarono diverse volte davanti alla masseria degli Schiena, mai pensando che poteva essere presi a pistolettate. E invece si trovarono di fronte padre e figlio, uno dei quali impugnava la pistola dalla quale partirono sei colpi che raggiunsero la parte bassa della vettura e anche due degli occupanti che riportarono ferite non gravi. I carabinieri nel corso della notte piombarono nella masseria, dove sequestrarono una pistola Beretta cal. 7,65 e dieci fucili da caccia. Armi detenute legalmente, ma sequestrate per via del tentativo di omicidio compiuto poco prima. I due furono arrestati.

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