Strada dei Colli, uno spiraglio dal Consiglio di Stato

CISTERNINO – Il terreno dei ricorrenti va tutelato, ma sostanzialmente la Strada dei Colli si può fare. Il Consiglio di Stato si è pronunciato sul ricorso presentato dal Comune di Cisternino, avverso la sentenza del Tar di Lecce che aveva sospeso i lavori in corso per il completamento della Strada dei Colli. E la decisione ora è oggetto di due diverse letture.

Strada dei Colli, il percorso della discordia

CISTERNINO – Il terreno dei ricorrenti va tutelato, ma sostanzialmente la Strada dei Colli si può fare. Il Consiglio di Stato si è pronunciato sul ricorso presentato dal Comune di Cisternino, avverso la sentenza del Tar di Lecce che aveva sospeso i lavori in corso per il completamento della Strada dei Colli. E la decisione ora è oggetto di due diverse letture: per il movimento che si oppone al progetto, considerando una grave offesa agli equilibri ambientali, si tratta di una conferma pressoché piena della sentenza della sezione salentina del Tribunale amministrativo regionale; per il Comune di Cisternino invece la decisione accoglie solo le posizioni dei due proprietari di uno dei terreni interessati all’attraversamento, ma nel contempo riapre le porte del cantiere per la realizzazione della Strada dei Colli.

Il ricorso al Tar di Lecce, che aveva provocato la sospensione dei lavori, era stato presentato dall’avvocato Andrea Moreno, noto civilista barese, che in tal modo ha ritenuto di difendere assieme alla sua compagna l’integrità di un terreno dove si trova un trullo del ‘700. Il Tar si era pronunciato in via cautelare, ma non ha poi fissato una udienza di merito. Il Comune di Cisternino ha invocato , ricorrendo subito al Consiglio di Stato, l’interesse pubblico dell’opera e ha cercato di dimostrare come ogni preventiva forma di tutela del patrimonio ambientale e archeologico lungo il percorso del completamento della strada provinciale 18 fosse stata adottata. Tanto da ricevere sia l’assenso della Soprintendenza, che quello della Regione Puglia.

“Il Consiglio di Stato ha anche affermato che la discussione del merito del ricorso deve essere fissata, dinanzi al Tar di Lecce, in tempi brevi, così accogliendo  limitatamente a questo unico ed esclusivo profilo, di carattere meramente procedurale, le doglianze del Comune. Allo stato, dunque, l'impostazione motivazionale dell'ordinanza del Tar  di Lecce resa in sede cautelare non sembra scalfita e questo vuol dire che - almeno per ora - le ruspe non distruggeranno le bellezze della nostra terra”, scrive Angelo Cardone a nome del Comitato per la Salvaguardia dell'Ambiente e del Territorio.

Il sindaco di Cisternino, Gino Convertini, che si è appena consultato con  lo studio Pellegrino, che tutela in giudizio l’amministrazione civica, offre una lettura diversa: “Il Consiglio di Stato ha confermato le tesi a noi avverse limitatamente alla posizione dei proprietari del terreno che aveva proposto il ricorso il ricorso al Tar. Per tutti gli altri aspetti invece si può procedere”. Ma c’è anche il ricorso preannunciato da Legambiente. “Non penso che il Tar di Lecce assumerà una posizione diversa da quella del Consiglio di Stato”, sostiene il sindaco.

Quindi si farà una modifica al progetto per poi ripartire con i lavori? “Vedremo quali accorgimenti tecnici saranno necessari per tutelare il terreno dei ricorrenti. Ma io voglio recuperare un rapporto con i ragazzi, che ritengo in buona fede”, anticipa Convertini. “Ora inviterò il comitato a costruire insieme un rapporto di collaborazione per migliorare il tutto. Spero accettino, altrimenti dovremo procedere da soli. Ma se si vuole, l’intesa si può trovare”.

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Una frecciata finale del sindaco:  “Ai forestieri che dicono di avere portato sviluppo, dico che non hanno portato nulla. La mia porta, per loro, è chiusa. Con tutti gli altri massima apertura, e ho chiesto anche agli assessori Angela Barbanente e Fabiano Amati di venire qui a discutere con chi si oppone al progetto”.

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