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Tangentopoli, la Cassazione volta pagina

ROMA - Rigettati i ricorsi della Pubblica accusa: assoluzione piena per Marco Pezzuto e Giovanni Faggiano. Riduzione della pena per Luca Scagliarini, nuovo appello per Stefano Barletta. Su tutto il resto cala l'annullamento senza rinvio della sentenza di secondo grado per prescrizione. Tanto ha stabilito la Cassazione, chiudendo l'ultima pagina della tangentopoli brindisina. I ricorsi della Procura generale avverso le assoluzioni della Corte di appello di Lecce sono stati giudicati inammissibili dalla Corte di Cassazione. La sentenza ha dunque ribadito l'innocenza dell'ex consigliere regionale Marco Pezzuto (all'epoca dei fatti di Forza Italia), già appurata dai Giudici in sede di appello. In primo grado era stato condannato a quattro anni e sei mesi di carcere, la Corte di appello lo ha assolto.

Nicola Quaranta12 dicembre 2011

ROMA - Rigettati i ricorsi della Pubblica accusa: assoluzione piena per Marco Pezzuto e Giovanni Faggiano. Riduzione della pena per Luca Scagliarini, nuovo appello per Stefano Barletta. Su tutto il resto cala l'annullamento senza rinvio della sentenza di secondo grado per prescrizione. Tanto ha stabilito la Cassazione, chiudendo l'ultima pagina della tangentopoli brindisina. I ricorsi della Procura generale avverso le assoluzioni della Corte di appello di Lecce sono stati giudicati inammissibili dalla Corte di Cassazione. La sentenza ha dunque ribadito l'innocenza dell'ex consigliere regionale Marco Pezzuto (all'epoca dei fatti di Forza Italia), già appurata dai Giudici in sede di appello. In primo grado era stato condannato a quattro anni e sei mesi di carcere, la Corte di appello lo ha assolto.

Assoluzione piena e definitiva confermata anche per l'avvocato Giovanni Faggiano che in primo grado era stato condannato a un anno e quattro mesi per favoreggiamento (poi assolto in appello).

Confermata l'assoluzione dell'allora consigliere comunale Nicola Siccardi e di Carlo Cioffi, funzionario del Comune di Brindisi. Assolti anche Antonio Rizzo, Fabrizio Vezzani, Antonio D'Oriano, Fabrizio Criscuolo e Marco Bertolin. Così pure è stata rigettata la richiesta della stessa Procura generale di riforma della sentenza di secondo grado pronunciata a carico Biagio Pascali e Rocco Errico. Evidente, a margine della sentenza, la soddisfazione espressa dagli avvocati Rosario Almiento, Roberto Cavalera, Giancarlo Camassa, Oreste Nastari.

Due i verdetti fuori dal coro: per l'allora consigliere d'amministrazione Stp Stefano Barletta (difeso dall'avvocato Vito Epifani), la Cassazione ha disposto l'annullamento della sentenza di secondo grado con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello. Ridimensionamento della pena, invece, per l'imprenditore portuale Luca Scagliarini (assistito dall'avvocato Ernestina Sicilia e condannato a cinque anni in primo grado ed a quattro anni in appello): i giudici della Cassazione hanno ridotto a tre anni e sei mesi la condanna, con specifica prescrizione per quanto attiene una delle ipotesi di reato che pendevano a suo carico. Pena che in ogni caso non dovrà scontare, in quanto coperta in parte dal periodo di custodia cautelare e in parte con l'indulto). La Cassazione ha inoltre disposto, per quanto attiene la posizione di Scagliarini, il rinvio ad altra sezione di corte d'appello della decisione in merito alla confisca di circa 350mila euro.

Altro capitolo a parte: la sentenza, giunta nel pomeriggio, non è escluso che possa addirittura cancellare, motivazioni alla mano, quanto a suo tempo stabilito dalla Corte di appello di Lecce, che nel caso di Luigi De Michele (ex Psi), Carmine Dipietrangelo (Pd) e Franco Leoci (ex Dc) aveva stravolto il giudizio di primo grado, condannandoli per corruzione (oltre a dichiarare già in quella sede prescritto il reato di finanziamento illecito). "L'annullamento senza rinvio per sopraggiunta prescrizione" - formula della sentenza della Cassazione - potrebbe eventualmente spingere gli avvocati Massimo Manfreda, Carmelo Molfetta, Giuseppe Guastella e Luca Leoci a valutare l'opportunità di un ricorso straordinario, in caso di maturata prescrizione già in sede di Corte di Appello, per la cancellazione della sentenza di secondo grado.

I fatti al centro della complessa e datata vicenda giudiziaria risalgono agli anni tra il 1997 e il 2003 e ruotano attorno alla gestione amministrativa firmata dall'ex sindaco Giovanni Antonino (già condannato in via definitiva e ancora al centro della scena del processo British Gas). Antonino era stato rieletto da poco primo cittadino di Brindisi. Il primo mandato di sindaco lo aveva ricevuto con una maggioranza di centrodestra. Poi a metà legislatura era passato con il centrosinistra. E alle elezioni successive si era ripresentato con il centrosinistra. Fu arrestato, al culmine dell'inchiesta sulla tangentopoli brindisina, nell'ottobre del 2003 in una stanza di albergo, a Roma, dove si trovava per impegni istituzionali. La sentenza della Cassazione pone la parola fine. In che termini, saranno le motivazioni a chiarirlo.

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