"Tap, Brindisi non è il ricettacolo di ciò che nuoce all'ambiente"

Il Forum Ambiente Salute e Sviluppo sullo spostamento dell'approdo da San Foca chiesto da Emiliano

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota del Forum Ambiente, Salute e Sviluppo sull'approdo del gasdotto Tap e sulla spostamento nel Brindisino

“Mi auguro che tutti cambino  idea e che tutti sostengano la Regione Puglia nella battaglia  per togliere da Melendugno il gasdotto Tap e spostarlo più a nord”: questa è l’ennesima dichiarazione del Presidente della Regione Puglia  sul problema della Tap . Parole che dimostrano come per Emiliano sia diventata una ossessione la tesi secondo cui il gasdotto  debba essere spostato da San Foca in una zona “più a nord” vale a dire sulla costa brindisina.

Michele Emiliano, contrario al gasdotto Tap-2Contro  i risultati di tutti gli accertamenti effettuati, contro ogni buon senso e contro elementari ragioni di giustizia il Presidente Emiliano continua quindi la sua “battaglia” non limitandosi a sostenere  che l’approdo del gasdotto  non debba  essere realizzato nel luogo già prescelto  ma  precisamente  indicando la costa brindisina e cioè sul  litorale di quel territorio che ha subito  negli anni scorsi micidiali attacchi ambientali: Petrolchimico, Centrali a  carbone e  industrie inquinanti di vario genere   che hanno devastato l’ambiente e colpito  gravemente  la salute di tanti cittadini.  E che le cose stiano così  lo sa benissimo il Presidente Emiliano  anche perché egli , in qualità di Sindaco di Bari,  ebbe la sensibilità di partecipare nel nostro capoluogo a  diverse  manifestazioni  di protesta durante la lotta popolare  che riuscì a bloccare l’insano progetto di “regalare”   il rigassificatore della British Gas al già martoriato territorio brindisino.  

Che senso ha allora  assecondare la protesta  leccese contro il gasdotto  a San Foca e insistere per collocarlo sul litorale della  comunità brindisina   che ha mille ragioni in più, rispetto a quelle prospettate dai movimenti  della confinante provincia, per opporre  a tale ipotesi il suo corale e fermo rifiuto?  Una domanda alla quale non si può rispondere  affermando, come ha fatto il Presidente Emiliano, che lui difende  “la spiaggia più bella d’Italia” perché l’Italia è piena di spiagge belle e tutte le comunità del nostro Paese, a partire da quelle che hanno già pagato enormi  costi ambientali a causa di certe discutibili scelte politiche, hanno il sacrosanto diritto di tutelare le loro spiagge.

Il fatto è che,  la Regione Puglia – giova ricordarlo - guarda ormai da tempo  all’area di Brindisi  come alla “cenerentola” delle province pugliesi. Considera cioè Brindisi  un territorio che può essere agevolmente privato di tutti i centri decisionali di rilievo e al tempo stesso gravato da onerosi  pesi  ambientali quasi  fosse il ricettacolo naturale  di tutto ciò che danneggia e inquina. Un atteggiamento che la  politica locale ha il dovere di denunciare e che la società civile  non mancherà di contestare  anche con ricorso, se sarà necessario,  alla mobilitazione democratica e alla protesta popolare.  

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Commenti (1)

  • RIECCOCI. Tutti tuttologi. La TAP è un NON problema. Guardiamo la questione per quello che è. Qualcuno ha deciso che bisognava stendere un tubo tra le due sponde dell'Adriatico. Decisione presa, anche se di discutibile reale prioritaria importanza. Detto ciò, l'approdo a San Foca è semplicemente un approdo che viene comodo e costa meno all'investitore. Costa tanto invece alle popolazioni che devono sopportare dei lavori senza guadagnarci nulla direttamente. Politicamente corretto o meno, l'approdo a Brindisi ha la sua logica per diverse ragioni. La prima sarebbe la vicinanza al punto di consegna in superficie (stazioni SNAM RETE GAS e utilizzatori finali) e secondo posizionare una cabina di riduzione nel petrolchimico non avrebbe alcun impatto sull'ormai consolidata struttura del petrolchimico. Non per ultima la realizzazione dei lavori in superficie che potrebbero essere affidati a ditte del luogo . Qui si apre il vero problema, forse pilotato come sempre dietro le quinte...siamo certi che San Foca sia la prima scelta? Ovvero siamo certi che in prima istanza il petrolchimico di Brindisi non fosse il naturale approdo di TAP e poi sia stato escluso, non per gli inesistenti rischi ambientali ma per non dover scavare intorno al petrolchimico stesso col rischio di scoperchiare qualche schifezza sepolta ma altamente pericolosa? Popolo sveglia. TAP a Brindisi era la corretta decisione, era!

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